Bollettino coronavirus: oltre 6mila nuovi casi in Lombardia, la metà sono a Milano

Negli ospedali della Regione ci sono in tutto 6.875 persone affette da SarsCov2

È sempre più critica la situazione coronavirus in Lombardia. Nella giornata di domenica 8 novembre sono stati accertati altri 6.318 casi in tutta la Regione (a fronte di 38.188 tamponi); il rapporto fra tamponi effettuati e i nuovi positivi è del 16.54%. Tra Milano e hinterland sono state trovate altre 2.956 persone positive al virus. I dati sono stati resi noti dalla Protezione Civile con il consueto bollettino.

Nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 40 ricoveri di persone con gravi insufficienze respiratorie nei reparti di terapia intensiva; in totale i reparti di rianimazione stanno curando 650 casi. I posti letto occupati dai pazienti meno gravi sono aumentati di 412 unità per un totale di 6.225. Negli ospedali della Regione ci sono in tutto 6.875 persone affette da SarsCov2.

Si allunga la scia di morte provocata dal virus. In una sola giornata ha ucciso altre 117 persone; il totale (ufficiale) è arrivato a quota 18.343.

Pronti soccorso intasati: i codici verdi saranno visitati in ambulanza

I pronto soccorso di Milano non ce la fanno più. Gli ospedali nemmeno. Presto potrebbe esserci la necessità di visitare i codici verdi in un altro modo, in altri spazi. Non sarebbe ancora arrivato il momento, ma il sistema di emergenza sanitaria non vuole farsi trovare impreparato. Il luogo è già stato individuato: l'area di via Novara recentemente adibita a spazio per i tamponi in modalità drive through, con l'ausilio dell'esercito. Un accordo specifico, siglato da Areu (Azienda Regionale Emergenza Urgenza), Esercito Italiano e Comune di Milano, prevede che i pazienti classificati in codice verde dalla centrale operativa del 118 vengano portati in quella struttura e non al pronto soccorso: lì verranno visitati dai medici, direttamente a bordo dell'ambulanza, e saranno sottoposti al test antigenico rapido, che sostituisce il tampone mononucleare.

La realizzazione è stata possibile grazie alla disponibilità dell'Esercito, che ha fornito la parte logistica, e del Comune di Milano, che ha messo a disposizione l'area, le strutture di supporto e le utenze. La previsione è quella di trasferire, in un secondo momento, il Check point clinico avanzato presso la Fiera di Milano a partire dal prossimo mercoledì. L'esercito in campo contro il covid a Milano Nel caso in cui abbiano bisogno di ospedalizzazione, saranno inviati in strutture ospedaliere al di fuori dell'area metropolitana. Se, invece, il codice di bassa gravità viene confermato e non esistono pericoli di peggioramento, il paziente viene riportato al proprio domicilio. In un secondo momento, questo check point dovrebbe essere trasferito in Fiera. La struttura è già pronta per essere attivata in questo senso. Domenica 8 novembre, sulla base di dati e delle situazioni dei pronto sooccorso, si deciderà se dare vita o no alla nuova modalità di triage.

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