Milano resta zona rossa? Il sindaco Beppe Sala: "Non mi opporrò, ma si faccia chiarezza"

Il primo cittadino su Facebook: "Non diventi una trattativa tra governo e regione"

Chiarezza e responsabilità. Soprattutto per i cittadini. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, dice la sua sulla questione cambio di colore per la Lombardia, che dalle prossime ore potrebbe passare in zona arancione con un lieve allentamento delle norme anti coronavirus. Lo "slittamento" dal rosso all'arancione sembrava scontato, ma nonostante il pressing del Pirellone dal governo nelle ultime ore è arrivata una frenata, con le solite - immancabili - polemiche. 
 
"La Lombardia resta in zona rossa o diventa arancione? Purché non diventi una trattativa tra Governo e Regione", l'appello su Facebook del primo cittadino meneghino, che ha postato una foto, emblematica, di lui con in mano un pasticcino con un punto interrogativo. "Se fanno fede i 21 (!) parametri e l’Rt, allora si passi all’arancione", ha proseguito Sala, non senza una sottile ironia sui parametri scelti dal governo, contro i quali si è più volte schierata anche la regione. 

"Se invece le strutture politiche che sono chiamate a decidere ritengono che, nel loro legittimo giudizio, sia meglio aspettare, io non mi opporrò di certo", ha assicurato il sindaco. "Ma - ha concluso - si faccia chiarezza sul come le decisioni vengono prese. Questa situazione da trattative telefoniche non aiuta. Nessuno".

Lombardia rossa o arancione? 

Il caso "cambio colore" era esploso giovedì sera, quando il governatore lombardo, Attilio Fontana, aveva usato parole dure nei confronti del governo.  "Nonostante la mia opposizione, il Governo intende mantenere in vigore fino al 3 dicembre le attuali misure restrittive e, quindi, lasciare la Lombardia in zona rossa", aveva denunciato. E ancora: "Nel Dpcm sono presenti automatismi secondo i quali la Lombardia è da due settimane pienamente nei parametri previsti per il passaggio in zona arancione. Ho fatto presente al Governo che, così come si applicano automatismi in senso negativo, gli stessi devono essere attuati quando la situazione migliora".

"Continuerò a farmi portavoce verso l'Esecutivo, anche a nome dei sindaci che hanno espresso il medesimo parere, affinché la Lombardia, come previsto dagli indicatori, entri in zona arancione prima possibile - aveva ribadito il governatore -. Restare in zona rossa significa non fotografare la realtà dei fatti e non considerare i grandi sacrifici dei lombardi".

Poco dopo, a seguito di un confronto telefonico con il ministro della salute, Roberto Speranza, era arrivata una parziale marcia indietro. "Ho avuto, qualche minuto fa, un confronto schietto e diretto con il ministro Speranza. Entrambi condividiamo che, secondo il modello delle 'zone' predisposto dal Governo, la Lombardia abbia tutti i requisiti per passare da quella rossa a quella arancione. Ci siamo lasciati con l'impegno di riaggiornarci molto presto per verificare quella che realmente può essere la data giusta per allentare le misure restrittive nella nostra regione", aveva fatto sapere Fontana.

"Com'è nel nostro modo ormai consolidato di rapportarci, ci siamo parlati senza tatticismi politici o retropensieri, ma con il solo intento di far prevalere il bene comune per i nostri cittadini. Sia per quanto attiene alla loro salute, sia per ciò che concerne la situazione economica", aveva concluso.

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