Coronavirus: in Lombardia l'87% dei morti sono over 75 e solo il 2% fra 50 e 64 anni

Il virus è più pericoloso per le persone anziane, con patologie pregresse o immunodepresse

Reportorio

Il Coronavirus è più pericoloso, nel senso di letale, per le persone anziane, con patologie pregresse o immunodepresse. Non è un'informazione nuova, chiaro. 

Un dato che - aggiornato con i numeri del 5 marzo - viene confermato anche dalla Regione Lombardia, dove l’87% dei morti con tampone positivo al Coronavirus aveva più di 75 anni. L’11% ne aveva fra i 65 e i 74 anni e il 2% era nella fascia 50-64 anni. Lo ha comunicato in una nota la Regione. Tendenzialmente, è stato spiegato, “si tratta di persone con un quadro clinico già compromesso”.

I dati del 5 marzo

L'ultimo bilancio lombardo — reso noto alle 17 di giovedì 5 marzo dall'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera — è di 2.251 casi accertati. Sono 1.169 le persone ricoverate negli ospedali della Regione e 244 di queste si trovano nei reparti di terapia intensiva. 364, invece, sono in isolamento domiciliare. I deceduti sono 98. Infine le persone guarite da Covid-19 sono 376.

Quanto è letale il Coronavirus?

Si può guarire dal coronavirus? Sì. Quanto è letale il coronavirus? Poco. È necessario fare un po' di chiarezza sulla reale entità del virus, come rivelato uno studio sul Covid-19 realizzato in Cina. Si tratta della prima grande analisi clinica che analizza la morbilità, vale a dire la frequenza percentuale di una malattia in una collettività, e l'intensità dei sintomi e della letalità del virus.

A comunicarlo agli italiani è il direttore dell'Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia, Giovanni Maga. Questo studio scientifico "conferma il quadro che si era già venuto a definire in queste ultime settimane: siamo di fronte a un'infezione che nell'80% dei casi causa sintomi lievi e all'incirca il 95% delle persone guarisce senza gravi complicazioni".

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La velocità di diffusione è il vero problema

Un epidemiologo, professore ordinario di Igiene dell'università di Pisa, Pierluigi Lopalco, ha scritto in un post su Facebook che in realtà il problema maggiore è la velocità di diffusione: "Sembra che il problema maggiore da risolvere in questo momento in Italia è stabilire quale sia la letalità di Covid-19: 2%, 1%, 0,00001%? In una pandemia quello che ci deve preoccupare non è la letalità, ma la velocità di diffusione dei casi e la quota di casi che necessitano assistenza. Sono i malati che mandano in tilt il sistema. Primo fra tutti medici ed infermieri. E poi le forze dell'ordine. Ma anche contadini, allevatori, camionisti".

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