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Coronavirus, nella seconda ondata più morti della prima: l'analisi del Politecnico

I dati del Pse Lab: il 28 dicembre superato il numero di morti della prima ondata di epidemia Coronavirus

Il 28 dicembre, i deceduti per Covid durante la seconda ondata hanno superato quelli della prima ondata. Lo rileva il Pse Lab del Politecnico di Milano, una struttura del dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica dell'ateneo milanese. Il "sorpasso" è avvenuto con i 445 morti registrati il 28 dicembre, che hanno fatto salire il totale in Italia a 36.340 durante gli 83 giorni di seconda ondata, dal 7 ottobre. 

Un numero maggiore rispetto a quelli della prima ondata, 36.030, durante i 226 giorni dal 24 febbraio al 6 ottobre. «La giornata di oggi - scrive Davide Manca, a capo del Pse Lab - segna il superamento del numero totale di decessi in Italia nel corso della seconda ondata (dal 7 ottobre) rispetto a quelli registrati nella prima ondata (24 febbraio-6 ottobre)».

Secondo il bollettino quotidiano curato dal Pse Lab su dati della protezione civile, i dati "faticano" ad allinearsi con le previsioni dei modeelli matematici. «La dinamica evolutiva della seconda ondata a livello ospedaliero in Lombardia ed in Italia è notevolmente più lenta rispetto alla prima ondata probabilmente a causa delle misure meno restrittive adottate nel corso della seconda ondata», annota Davide Manca. «I decessi giornalieri sono decisamente contenuti in Lombardia (+42) e invece in linea con le previsioni dei modelli in Italia (+445). I modelli stimano di avere raggiunto l’85% dei decessi totali attesi per la seconda ondata in Lombardia e il 72% in Italia. Queste stime sono decisamente delicate e possono essere assai imprecise».

Lombardia e Italia, differenze tra prima e seconda ondata

Il bollettino annota anche diverse differenze, in Lombardia e in Italia, tra la prima e la seconda ondata. Ad esempio, è scesa moltissimo la letalità (numero di decessi rispetto a numero di positivi). Durante la prima ondata, è stata del 15,62% in Lombardia e del 10,91% in Italia, mentre durante la seconda ondata è di poco superiore al 2% in tutto il Paese. Un valore comunque superiore ad altre nazioni anche perché «il numero di casi totali individuati è decisamente inferiore rispetto alla popolazione che effettivamente è stata contagiata e che in parte è deceduta». 

Diverso il discorso sulla mortalità (numero di decessi ogni 100 mila abitanti), sottostimato all'inizio dell'epidemia perché vari decessi non erano stati conteggiati come casi Covid. In questo caso, l'indice lombardo durante la prima ondata è stato di 169 ogni 100 mila abitanti in Lombardia, 60 in Italia. Durante la seconda ondata, i valori sono rispettivamente 79 e 60.

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