"Serve un miliardo, ci danno 400 milioni": la Lombardia va avanti, no alle distanze sui mezzi

La regione: "A settembre forti criticità. Abbiamo chiesto un miliardo, ci danno 400 milioni"

La Lombardia non si ferma. E prosegue dritta per la sua strada. Lunedì 10 agosto, dopo l'incontro della conferenza Stato regioni con il governo, il Pirellone ha fatto sapere che per ora l'unica ordinanza che resta valida è la propria. Tema del contendere, ancora una volta, il distanziamento sui mezzi pubblici, con il governo che ha invitato tutti a rispettare ancora il metro di distanza - con conseguente taglio della capienza - e la regione che ha invece deciso in autonomia. 

"È stata una riunione che comunque non consideriamo decisiva ma interlocutoria tanto che, in considerazione della delicatezza della materia, abbiamo stabilito di aggiornarci la prossima settimana per condividere con il Governo e i Comuni, laddove sarà possibile, i punti cardine di un documento da sottoporre al Comitato Tecnico Scientifico", ha spiegato Claudia Maria Terzi, assessore regionale alle Infrastrutture, trasporti e mobilità. 

"A settembre criticità col distanziamento"

Parole che ricordano molto da vicino quelle della scorsa settimana, quando un altro incontro tra regioni ed esecutivo era finito con un nulla di fatto. "Con tutte le Regioni e con l'Anci - ha sottolineato la Terzi - abbiamo evidenziato le forti criticità che ci troveremo ad affrontare a settembre, con la ripresa delle scuole e delle attività lavorative, se la capacità dei mezzi sarà ancora limitata".

"All'esecutivo nazionale avevamo chiesto - ha proseguito - in un documento condiviso dalla Commissione Trasporti della Conferenza Stato Regioni, un miliardo di euro per attuare il distanziamento sui mezzi di trasporto. La risposta dei ministri della Salute e degli Affari regionali è arrivata oggi: 400 milioni di euro resi disponibili dal Decreto di agosto. Risorse per acquistare mezzi e compensare le minori entrate del periodo di chiusura, ma insufficienti".

La "battaglia" delle ordinanze

E così la "battaglia" va avanti. Il primo attacco era arrivato dal Pirellone, che il 1° agosto aveva reso effettiva l'ordinanza che dava il via libera alle aziende di Tpl per occupare il 100% dei posti a sedere sui propri mezzi, cancellando di fatto tutte le norme imposte dall'emergenza coronavirus. 

Poche ore ed era arrivata la risposta da Roma, con il ministero che aveva rimarcato - a onor del vero rivolgendosi soprattutto alle compagnie ferroviarie nazionali - che il distanziamento va rispettato ancora, con inevitabile riduzione della capienza. Dalla giunta lombarda, però, era poi arrivata la contro risposta, che aveva sostanzialmente confermato il provvedimento già preso.  

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Poi c'è stato l'incontro di giovedì e la replica di lunedì, apparentemente inutili. "In Lombardia - ha ribadito il 10 agosto l'assessore Terzi - resta in vigore l'ordinanza del presidente della Regione che prevede la piena occupazione dei posti. Regole applicate anche da Trenord, che consente di sedersi sul 100% dei posti", ma non da Atm - in una sorta di giungla dei trasporti - che per ora ha preferito attendere regole definitive. 

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