Coronavirus Garibaldi / Piazza Sigmund Freud

Domani stazioni e treni rischiano di essere bloccati dai no green pass

La galassia no green pass mercoledì punta a fermare le stazioni. A Milano appuntamento a Garibaldi alle 14.30: "Non partirà nessuno"

La minaccia corre su un gruppo Telegram. Il logo è una sorta di divieto con all'interno una svastica coperta dalla scritta "Dittatura covid". Il nome, sulla stessa lunghezza d'onda, è "Basta dittatura", accompagnato da un punto escalmativo rosso. È il gruppo, con oltre 40mila iscritti, su cui da giorni circolano indirizzi e numeri di cellulari di giornalisti, medici, esperti, politici, la cui colpa - secondo i partecipanti - è non opporsi alla "dittatura sanitaria". Ed è proprio su quel gruppo social che nei giorni scorsi è partita una sorta di chiamata alle armi per domani, 1 settembre. 

Il giorno non è scelto a caso, anzi. Da mercoledì, infatti, lo spettro di utilizzo del green pass sarà allargato e diventerà obbligatorio essere in possesso della certificazione verde anti covid anche per salire a bordo di aerei, navi e treni a lungha percorrenza. Da qui, l'idea della galassia che unisce "no vax" e "no green pass": bloccare le stazioni ferroviarie di oltre 50 città italiane. 

no green pass stazioni

Il tono del volantino pubblicato più volte è chiaro: "Non ci fanno partire con il treno senza il passaporto schiavitù? Allora non partirà nessuno", la promessa dei manifestanti, che si sono dati appuntamento alle 14.30 per poi entrare mezz'ora dopo negli scali ferroviari e restare "fino a sera". A Milano il concentramento annunciato dovrebbe essere fuori dalla stazione di Porta Garibaldi, in piazza Sigmund Freud, stando a quanto si legge nel volantino del concentramento, "organizzato dal popolo autogestito, pacifico". 

Come già accaduto più volte per i cortei "no green pass" improvvisati che ormai si ripetono ciclicamente ogni sabato, nessuna manifestazione è preavvisata né autorizzata. Per questo le forze dell'ordine non hanno interlocutori con cui parlare, né potenziali stime delle presenze. È evidente, però, che la Questura non lascerà nulla al caso e che le stazioni - compresa quella di Centrale, distante poco più di un chilometro - saranno controllate e sorvegliate a vista. Se i manifestanti si presenteranno davvero, è chiaro che non avranno campo libero da parte delle forze dell'ordine. 

Proprio per cercare di abbassare i toni di quello che sembra sempre più uno scontro pronto ad esplodere, martedì i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno pubblicato una nota congiunta in cui hanno ribadito che "diciamo no alle minacce di bloccare i treni domani, 1 settembre, nelle maggiori stazioni italiane"

"Il trasporto ferroviario - hanno sottolineato - è un servizio pubblico essenziale, che garantisce il diritto costituzionale alla mobilità dei cittadini. Chi decidesse di interromperlo arbitrariamente in nome della libertà a non vaccinarsi non avrebbe il sostegno del sindacato sia perché violerebbe la legge, sia perché il sindacato sostiene la campagna vaccinale tanto per i lavoratori che per gli utenti del servizio pubblico. Il vaccino - hanno concluso le organizzazioni dei lavoratori - fino a questo momento è l’unica arma conosciuta per sconfiggere la pandemia e consentire alle persone di non ammalarsi, di vivere, di lavorare, di impegnare il tempo libero in varie attività e di viaggiare in sicurezza".

Ma quella di domani non è l'unica dimostrazione di forza che i "no green pass" vorrebbero mettere in atto. Nella stessa "chat" è già stato pubblicato, infatti, una sorta di programma della settimana, con tanto di "giorno di riposo" previsto per il 5 settembre. Il 2 sarà invece la volta del "presidio" fuori dalla regione, dalle 10 alle 12, mentre il giorno dopo toccherà alle "sedi dei leccaculo" e dei "canali di manipolazione" ricevere la visita dei manifestanti anti green pass. Il 4 settembre sono in calendario delle generiche "proteste in tutta Italia" alle 18 e la carrellata si concluderà il 6 con uno "sciopero e tutti al Parlamento". 

programma no green pass settimana


 

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