Spostamenti da evitare, no estranei in casa, locali chiusi: cosa cambia da oggi col Dpcm

Dal 26 ottobre in vigore il nuovo Dpcm anti covid. Ecco le novità in Lombardia e in Italia

Altro Dpcm altro lockdown, anche se in forma ridotta. Da oggi, lunedì 26 ottobre, entra in vigore il nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri, il numero 21 dell'era coronavirus, che sostanzialmente porta Milano, la Lombardia e l'Italia intera in un semi lockdown fino al prossimo 24 novembre per rispondere all'impennata, violentissima, dei contagi

Il pacchetto di misure voluto dal governo, dopo un lungo confronto con le regioni - la Lombardia aveva provato la fuga in avanti col coprifuoco dalle 23, che resta valido -, va in una duplice direzione: ferma gran parte delle attività del tempo libero e del divertimento ma preserva lavoro e scuola. Per ora non è limitata la circolazione delle persone anche se dall'esecutivo hanno lanciato una "forte raccomandazione" a evitare gli spostamenti non necessari: un semi lockdown, appunto. 

Locali chiusi alle 18, stop a palestre e spettacoli

Dpcm da oggi, le nuove regole

Queste sono le regole e i divieti fissati dal Dpcm nel settore del commercio e per l’attività degli esercizi pubblici. Tutte le attività sono consentite rispettando gli obblighi del distanziamento e l’uso obbligatorio delle mascherine sia all’aperto, sia al chiuso:

  • I ristoranti, i bar, i pub, le gelaterie e le pasticcerie possono rimanere aperti dalle ore 5 alle 18. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi;
  • Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico ma resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati;
  • È fatto obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale;

Le regole applicate ai ristoranti sono estese anche alle strutture agrituristiche. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nonché, fino alle ore 24, la ristorazione con asporto ma sempre con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Continuano, poi, a essere consentite le attività delle mense e del catering. Restano infine aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, all’interno degli ospedali e negli aeroporti.

L'autocertificazione per uscire dopo le 23

Cosa si può fare dopo il Dpcm

I saloni di bellezza, i parrucchieri e i barbieri rimangono aperti, così come i negozi al dettaglio di calzature, abbigliamento, accessori, librerie, profumerie. La novità è nel passaggio in cui il governo chiede agli esercenti che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni. Discorso diverso per l'intrattenimento: 

  • "Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto». I musei restano aperti e così gli altri «istituti e luoghi della cultura", come aree archeologiche e monumenti. Gli ingressi del pubblico sono contingentati, i visitatori devono rispettare la distanza di almeno un metro e gli assembramenti sono vietati. Anche i parchi tematici e di divertimento restano sospesi fino alla scadenza del decreto, fissata al 24 novembre;
  • "Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi". Resta la possibilità di svolgere attività sportiva di base e attività motoria in genere purché all’aperto presso circoli sportivi, pubblici e privati, senza creare assembramenti e rispettando le distanze; 
  • È sospeso lo sport di contatto ma è possibile far allenare bambini e ragazzi all’aperto e rispettando le distanze; 
  • Resta consentito svolgere attività sportiva o motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ma sempre rispettando la distanza di 2 metri per l’attività sportiva e di 1 metro per ogni altra attività, come le passeggiate;

Vietate feste di matrimonio e feste in casa

Sono poi "vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose", quindi niente pranzi o festeggiamenti dopo matrimoni, i battesimi, le comunioni o le cresime. "Restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso". Sono vietate le sagre, le fiere di qualunque genere «e gli altri analoghi eventi». Fino al 24 novembre non sarà possibile organizzare nemmeno le fiere internazionali e sono sospesi congressi e convegni. Per le cerimonie vere e proprie (matrimoni, cresime, battesimi) il Dpcm consente "le funzioni religiose con la partecipazione di persone nel rispetto dei protocolli". La capienza deve essere indicata all’esterno dei luoghi di culto.

Infine nel nuovo decreto cade il limite di sei ospiti in casa: ora nel Dpcm non c’è un numero massimo di persone che si possono invitare a casa. Ma il governo ha inserito - all’articolo 1, comma 9, lettera n - il divieto di feste al chiuso e all’aperto. "Con riguardo alle abitazioni private — si legge nel testo definitivo, già in Gazzetta Ufficiale — è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza". Una raccomandazione e non un divieto.
 

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