Lezioni spezzate, mattino in classe e pomeriggio online: sciopero degli studenti al Conti

La protesta degli studenti: orari troppo ravvicinati e preclusione di attività lavorative per alcuni

La didattica a distanza, prassi obbligatoria nel lockdown, diventa motivo divisivo. Almeno all'istituto tecnico industriale Ettore Conti di Milano, zona San Siro, dove gli studenti hanno scioperato (è il primo sciopero a scuola dell'anno), a pochi gorni dall'avvio dell'anno scolastico, contestando il previsto piano didattico che impone tre ore di lezione al mattino in presenza e altre ore di lezione pomeridiana via web.

Sul banco degli imputati però non è tanto la didattica a distanza in sé, ma come è stato previsto organizzarla. Un problema ravvisato dagli studenti, ad esempio, sarà la tempistica: secondo quanto dichiarano, alcuni potrebbero non fare materialmente in tempo a tornare a casa per seguire le lezioni pomeridiane su tablet o pc. E questo perché gli ingressi mattutini sono dilazionati: qualcuno, entrando alle 10, finirebbe alle 13 e dovrebbe "correre" o non farebbe in tempo a riprendere a distanza.

Altra lamentela, quella di chi fa qualche lavoro pomeridiano, e non potrebbe proseguire se dovesse seguire lezioni nel pomeriggio. Ma alcuni studenti lamentano pure che perderebbero le attività sportive (sempre nel pomeriggio). La preside dell'istituto per ora ha dialogato informalmente con gli studenti, che si sono ritrovati in Largo Gavirate martedì mattina, e difende l'ipotesi di piano didattico pur rimarcando che non è ancora deciso nulla. L'ingresso scaglionato è imposto, visto che l'Ettore Conti ha 49 classi e 1.200 allievi. Si tratta di operare delle scelte, in pratica, e magari di modificarle nel prosieguo dell'emergenza sanitaria, ancora in essere.

Ma il ripensamento degli spazi interni per rispondere alla distanza - lamentano gli studenti - ha provocato qualche intoppo, come una stanza al piano terra dove, con le finestre obbligatoriamente aperte, fa molto freddo. O un ascensore perennemente inutilizzabile per un guasto. O un'aula multimediale fatta a "teatro", con platea, senza banchi. Soluzioni d'emergenza che gli allievi del Conti chiedono vengano ripensate, senza "dismettere" la preoccupazione sanitaria ma senza nemmeno sacrificare una formazione di qualità.

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