Terminati i posti covid nelle terapie intensive lombarde: riapre l'ospedale in Fiera a Milano

In tarda mattinata arriverà il personale medico che gestirà i primi posti. Ecco come funzionerà

L'ospedale in Fiera

Il coronavirus accelera a Milano e in Lombardia. E la Regione attiva il suo piano speciale. Nella mattinata di venerdì 23 ottobre aprirà l'ospedale in Fiera a Milano, hub realizzato in primavera e, fino ad ora, mai utilizzato a pieno.

Il personale medico dovrebbe arrivare nella tarda mattinata, come ha riferito il governatore della Lombardia Attilio Fontana ai microfoni di Sky Tg 24. "Avrei voluto continuare ad averlo come una garanzia, come una ruota di scorta, come qualcosa che potesse essere utilizzato in caso di bisogno, ma che non dovesse essere utilizzato — ha detto Fontana —. Invece siamo arrivati al punto in cui dobbiamo farlo riaprire anche per consentire di allentare la pressione sugli atri ospedali e per consentire agli altri ospedali di dedicarsi anche alle altre patologie. Quindi è una necessità assoluta".

"I medici e gli infermieri della Fiera si dedicheranno esclusivamente ai malati di Coronavirus, quindi all'interno degli altri ospedali si eviterà che ci possa essere una commistione — ha proseguito il governatore —. Saranno moduli, ogni modulo avrà una squadra, ogni squadra sarà composta da un numero sufficiente di medici e infermieri".

"L'astronave" in Fiera: come funzionerà

L'apertura della struttura ospedaliera da campo è stata decisa nella giornata di giovedì (ma l'ipotesi si era concretizzata il 21 ottobre) quando il numero dei ricoverati nelle terapie intensive della Lombardia ha superato quota 150.

Mercoledì la Regione aveva spiegato che sarebbero stati attivati i primi 153 posti letto in terapia intensiva suddivisi in 4 moduli da 14 posti, 3 da 16 posti e 7 da 7 posti. La gestione delle attività assistenziali nei vari moduli della Fiera di Milano è affidata agli ospedali Policlinico, Niguarda, San Gerardo Monza, San Matteo Pavia, Varese, Legnano/Busto, Humanitas. In una fase successiva verranno coinvolti gli ospedali di Lecco/Como, Gruppo San Donato e Cremona.

L'ospedale in Fiera: i numeri

Allestito in 4 settimane e inaugurato ufficialmente il 31 marzo, l'ospedale in Fiera è entrato in funzione per i primi pazienti la settimana dopo, il 6 aprile. Erano giorni drammatici, il governatore Attilio Fontana avvertiva: "Siamo vicini al momento in cui non avremo più letti in rianimazione". Poi l'effetto del lockdown aveva consentito di arginare l'onda di piena. E la struttura è ferma dal 9 giugno, da quando cioè è stato dimesso l'ultimo paziente.

Niguarda "Riconvertiti sei reparti di terapia intensiva"

Un appello alla "responsabilità e alla coscienza di ciascuno, nel seguire le regole e le raccomandazioni ed evitare, per quanto possibile, tutte quelle attività, potenzialmente a rischio, che non siano strettamente necessarie". È l'appello lanciato su Facebook dall'ospedale Niguarda che nelle scorse ore ha riconvertito sei reparti di terapia intensiva.

La situazione a Milano sta cambiando velocemente: "Il nostro Pronto Soccorso che in estate registrava l’accesso di due pazienti a settimana per Covid, ora ne accoglie 30 al giorno - ha spiegato l'ospedale -. In questo contesto l’Ospedale ha dovuto nuovamente riorganizzare l’attività per poter rispondere in modo rapido all’emergenza in corso. Uno sforzo enorme se si pensa che in poco tempo, con l’impegno di tutti, sono stati convertiti sei reparti di degenza e una terapia intensiva per destinarli all’assistenza dei pazienti affetti da Covid. Per poter fare questo è stato necessario il lavoro e la collaborazione che contraddistingue da sempre il personale di Niguarda. In questi giorni stiamo attuando tutte le strategie possibili e una serie di interventi per poter essere pronti tempestivamente a rispondere all’evolversi dell’emergenza sanitaria delle prossime settimane. Ma per poter gestire questa difficile situazione il nostro impegno non è abbastanza, occorre un ulteriore sforzo da parte di tutti".

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