Ospedale in Fiera Milano, presto arriverà a 90 posti. «In aprile derisi, ma era necessario»

Dal 23 ottobre la struttura ha ospitato 57 pazienti e vi lavorano 60 medici da sette ospedali

Ospedale in Fiera

L'ospedale della Fiera? Non è un ospedale da campo, ma un nosocomio perfettamente attrezzato con posti letto e macchinari tra cui la Tac per analizzare i polmoni dei pazienti. Lo ha detto Nino Stocchetti, responsabile anestesie e rianimazioni del Policlinico di Milano e direttore della struttura in Fiera, durante una conferenza stampa insieme al medico rianimatore Nicola Bottino.

Dal 23 ottobre, quando è stato riaperto, l'ospedale ospitato al MiCo ha ricevuto 57 pazienti e purtroppo ha registrato quattro decessi. La squadra iniziale era limitata, ma poi sono subentrati medici e infermieri da altri ospedali. Ora lavorano circa 60 medici da sette ospedali oltre a quasi 130 infermieri. Entro il 20 novembre la capienza dovrebbe arrivare a 90 posti letto in terapia intensiva. «Già oggi ne avremmo più di 150 disponibili», «ma la terapia intensiva non è fatta solo di posti letto, ma da medici e infermieri che vi lavorano». I prossimi due padiglioni per arrivare ai 90 posti saranno affidati a medici del San Raffaele e dell'Humanitas. «Tutti i medici, anche del privato, che vogliono venire qui sono benvenuti», ha aggiunto Stocchetti.

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Medici reclutati, ammesso indebolimento altre strutture

E riguardo ai medici che vengono inviati in Fiera dagli altri ospedali, Stocchetti li ha in qualche modo 'difesi': «E' una idea sciocca che si dica che vengono 'deportati', mi fa arrabbiare», ha commentato: «Qualcuno diceva che i medici venivano deportati. Tutti quelli che lavorano con me si sono offerti volontari. La lista dei medici che vorrebbero venire qui è molto lunga».

Il direttore del padiglione ospedaliero ha poi ammesso che le strutture di origine vengano in qualche modo "indebolite", ma ha aggiunto che «si fa quel che si può. La coperta è corta. Il Policlinico, ad esempio, ha portato qui quattordici medici, ma è stato rinforzato da un piccolo gruppo di anestesisti dell’Istituto Gaetano Pini».

Polemiche su ospedale: «Noi derisi ma serviva»

E sulle polemiche di aprile, quando l'ospedale in Fiera (aperto con un po' di ritardo) non si riempiva, Stocchetti si è levato qualche sassolino dalla scarpa: «Siamo stati rimproverati perché la Fiera non si riempiva. Ci hanno chiamato scialuppa di salvataggio, diga o estintore. In primavera ci hanno presi poco sul serio perché il padiglione non era più necessario. Io ero contento perché voleva dire che le cose stavano migliorando. Noi non abbiamo smantellato la Fiera, non siamo caduti in polemiche. Il Policlinico ha aperto una terapia intensiva in più. Quando è entrata la seconda ondata, si è capitato subito che bisognava riaprire». C'è una «grande differenza», però, tra la prima e la seconda ondata di contagi Covid. «In primavera il contagio diminuiva e avevamo aiuti da tutta la nazione. Oggi il contagio aumenta e dobbiamo cavarcela con le nostre forze».

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