Ospedale in Fiera, la procura di Milano ha aperto un fascicolo di indagine

Il fascicolo è stato aperto dopo l'esposto depositato dal sindacato Adl Cobas

La procura di Milano ha aperto un fascicolo conoscitivo sulla realizzazione dell'ospedale in Fiera. Per il momento si tratta di un documento senza ipotesi di reato né indagati, un atto dovuto in seguito all'esposto presentato dall'Adl Cobas Lombardia, il sindacato di base lombardo degli operatori medico sanitari. Del fascicolo se ne occupa il dipartimento di contrasto ai reati nella pubblica amministrazione guidato dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli.

L'ospedale costruito con le donazioni dei privati nei padiglioni della Fiera, secondo l'esposto depositato dal sindacato, si sarebbe rivelato "uno spreco di risorse". Questo in quanto "proprio nel momento di maggiore criticità, tali fondi sarebbero potuti essere impiegati diversamente ad esempio facendo i tamponi ai medici, ai pazienti e al personale delle Rsa, investendo sulle strutture per la quarantena dei pazienti positivi ma non guariti per evitare focolai domestici - si legge ancora nella denuncia - creando squadre di medici per intervenire ai primi sintomi a domicilio per evitare l'ospedalizzazione".

L'ospedale in Fiera: i numeri

L'ospedale in Fiera era stato inaugurato il 31 marzo 2020. La struttura era stata "pensata per accogliere tecnologicamente fino a un massimo di 208 pazienti", anche se il primo progetto prometteva 400 posti. In totale ne sono stati allestiti 53.

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Il progetto dell'ospedale in Fiera - stando ai dati più volte rivendicati nei giorni passati dal Pirellone - è costato 21 milioni e 153mila euro, tutti raccolti dal 29 marzo attraverso 1.560 donatori. Erano i giorni in cui in Lombardia andava in scena una vera e propria gara di solidarietà, stupenda, con donazioni che raggiungevano anche le cifre mostruose di 10 milioni di euro ad assegno, come quelli staccati da Giuseppe Caprotti o Silvio Berlusconi, che il denaro lo aveva destinato espressamente all'ospedale in Fiera. Ed erano anche i giorni in cui a Piacenza e Crema si lavorava agli ospedali di campo o a Bergamo si creava da zero un ospedale con l'aiuto di Alpini e ultras nerazzurri.

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