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Bertolaso difende l'ospedale in Fiera e rilancia: «Facciamo anche pronto soccorso e posti non intensivi»

Le parole del consulente di Fontana, che smentisce l'ipotesi di chiusura

L'ospedale Covid-19 installato nei locali della Fiera di Milano non chiuderà. A dirlo è Guido Bertolaso, intervistato da Agorà su Rai 3. L'ex capo della protezione civile era stato chiamato da Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, per coordinare la realizzazione dei padiglioni di terapia intensiva a Fiera Milano City e ora traccia un bilancio dell'esperienza, riferendosi soprattutto alle "voci" secondo cui quei padiglioni, gestiti dal Policlinico, sarebbero in procinto di essere smantellati.

Una ipotesi seccamente smentita da Bertolaso: «Fontana mi ha confermato che l'ospedale non deve chiudere», ha affermato ai microfoni della trasmissione. La struttura è stata fortemente criticata per due motivi: primo, perché i soli letti in terapia intensiva non sono sufficienti in quanto un malato di Covid-19 ha bisogno anche di specialisti di altro tipo, pronti a intervenire in caso di necessità; secondo, perché non sono mai stati ospitati più di 25 pazienti, a fronte della promessa di 400 posti letto poi scesi a 200, mentre ne sono stati approntati meno di 100. Il sottoutilizzo è stato ammesso dai vertici regionali, secondo i quali la struttura è comunque servita a prevenire eventuali necessità.

L'esposto in procura

Materia, questa, che è stata oggetto anche di un esposto alla procura di Milano. L'ospedale è infatti costato 21 milioni di euro (tutti da donazioni private), il che significa 840 mila euro per ogni paziente ospitato. Nello stesso periodo la Lombardia doveva fare fronte a importanti carenze, come quella dei reagenti per i tamponi. Bertolaso difende la trasparenza sul denaro utilizzato: «Fontana e l'Ente Fiera, in tempi rapidissimi, renderanno pubblici tutti i soldi che hanno ricevuto, da chi li hanno ricevuti e come li stanno spendendo».

Ma soprattutto, Bertolaso difende la scelta dell'ospedale Covid-19 e anzi aggiunge di avere suggerito a Fontana di cogliere l'occasione per realizzarne uno ancora più completo: «Se ci sarà un ritorno dell’epidemia nel prossimo inverno - ha spiegato - occorre complementare l’ospedale con anche il pronto soccorso, il triage e i letti di bassa intensità dove si ricoverano i pazienti che non hanno bisogno della rianimazione».

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