Coronavirus

Con pandemia a Milano evaporati 5 anni di sviluppo, dice Beppe Sala

"Siamo ritornati ai livelli di occupazione del 2014", ha sottolineato il primo cittadino

Foto Andrea Cherchi

Le pagine del calendario dello sviluppo di Milano sono tornate indietro fino a cinque anni fa per effetto delle conseguenze della pandemia. A dirlo è il sindaco Beppe Sala. 

"Siamo ritornati ai livelli di occupazione del 2014 anche nella grande Milano, come se fossero evaporati cinque anni di sviluppo successivi all'Expo, non siamo solo noi in queste condizioni, le città sono quelle che soffrono di più adesso". Queste le parole del primo cittadino durante un intervento al convegno 'A New European Bauhaus' promosso dalla Triennale.

"Tutto ciò che creerà lavoro sano e più sostenibile sarà benedetto - ha poi aggiunto Sala -. C'è un falso mito che il modello di Milano è stato un modello di rincorsa, di crescita: è stato anche questo, ma è stato soprattutto un momento di grande forza della volontà di cambiamento. Solo attraverso una visione di cambiamento si può trovare una sintesi virtuosa, che noi avevamo".

A fine marzo a lanciare un allarme per la crisi economia dovuta a quella sanitaria era stata la Confcommercio, la quale aveva messo in luce come in Lombardia nel 2020 i consumi fossero diminuiti di 22 miliardi di euro. "Un vero shock economico per le imprese - aveva affermato l'associazione di categoria - che non possono sopportare ancora a lungo chiusure non accompagnate da adeguati indennizzi. Abbiamo di fronte tre emergenze: vaccini, sostegni e riaperture".

Lo scorso mese, del resto, proprio il sindaco aveva prospettato un ritorno in auge del capoluogo lombardo nell'arco di due anni: "Penso che - aveva detto - in varie zone della città, partiranno nuove iniziative e poi, piano piano, si tornerà col turismo e con la Milano frizzante".

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