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Coronavirus, "piano segreto" del governo già pronto a gennaio. Fontana: "È gravissimo"

Affondo di Fontana: "Rivelazioni gravissime. Lombardia non era a conoscenza di nulla"

Un piano segreto, o presunto tale. E la richiesta, formale, di chiarimenti. Altra giornata di tensione, quella di mercoledì, tra il governo e il Pirellone, alle prese con la battaglia al Coronavirus. Ad accendere la miccia, questa volta, è stato un presunto "piano" che l'esecutivo nazionale avrebbe stilato a gennaio con un'analisi di tutti i rischi legati alla pandemia, che in quel momento non era ancora arrivata in Lombardia, né nel resto del paese. 

Il primo affondo del presidente lombardo, Attilio Fontana, è arrivato in mattinata. “Il Governo era al corrente dei rischi della pandemia coronavirus, ma li ha tenuti segreti - il suo atto d'accusa -. L’ha detto il direttore generale del ministero della Salute, Urbani, parlando di un piano riservato. Sono rivelazioni gravissime: è la verità?", aveva chiesto il governatore. "L’Italia e la Lombardia hanno il diritto di sapere. Chiedo chiarimenti al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte“, aveva concluso. 

"Segreto per non allarmare la popolazione"

Poi, nel tardo pomeriggio, un nuovo attacco. “Regione Lombardia non è a conoscenza di alcun piano pandemico stilato a gennaio dal Governo - ha ribadito Fontana -. Nessun tecnico è stato chiamato a rappresentare la nostra amministrazione e non c’è stato alcun coinvolgimento di Regione”, si legge in una nota del Pirellone diffusa "in seguito ad alcune notizie apparse sulla stampa, secondo le quali un tecnico di Regione Lombardia avrebbe collaborato alla stesura di un piano pandemico nazionale, tenuto segreto, per non creare allarmismo nella popolazione".

“Sappiamo – ha sottolineato il presidente – che Alberto Zoli, direttore di Areu, è stato chiamato a far parte, dai primi di febbraio, del Comitato Tecnico Scientifico della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ma in qualità di esperto in emergenza e urgenza, non di Regione Lombardia. Detto ciò nessuna informazione inerente il suo lavoro all’interno del comitato ci è mai stata riferita. Anche perché – come lo stesso Zoli ci ha comunicato dal principio – l’incarico era di natura strettamente riservata”, ha evidenziato il governatore.

Lui stesso ha poi fatto sapere di avere "già scritto al presidente Conte per avere chiarimenti sull’esistenza o meno di questo piano”.
 

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