Mercoledì, 22 Settembre 2021
Coronavirus

"Ecco perché i pipistrelli non si ammalano di covid": la scoperta alla Statale di Milano

L'università degli Studi di Milano ha studiato la capacità di questi animali di coesistere con diversi tipi di virus

Pipistrello (foto Flickr/USFWS - Pacific Region)

I pipistrelli non si ammalano di covid-19. È quanto evidenzia uno studio condotto dall'Università degli Studi di Milano sulla capacità dei pipistrelli di coesistere con vari tipi di virus. Al centro della ricerca, pubblicata su Journal of Royal Society Interface, la scoperta che questi animali riescono a tenere a bada anche i coronavirus variando la propria temperatura corporea.

Lo studio

I ricercatori del Center for Complexity & Biosystems dell'Università Statale di Milano sono partiti chiedendosi come sia possibile che i pipistrelli convivano con molti virus senza soffrire delle malattie e hanno trovato una risposta in una delle peculiarità di questi mammiferi: quella di riuscire a mutare la temperatura del proprio corpo.

I pipistrelli sono rappresentati da più di 1.400 specie, circa un quarto di tutte le specie di mammiferi, popolano ogni tipo di habitat. Alcune specie di pipistrelli sono in grado di andare in letargo durante la stagione invernale, quando la temperatura diminuisce, le prede sono scarse e il fabbisogno di cibo può facilmente superare le risorse disponibili. Durante il giorno, la maggior parte dei pipistrelli diminuisce la propria attività ed entra in torpore per cacciare all'alba quando la temperatura esterna è più bassa e il cibo è più abbondante.

In un articolo appena pubblicato sul Journal of Royal Society Interface, i ricercatori del Cc&B - guidati da Caterina La Porta, docente di patologia generale del dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università degli Studi di Milano e Stefano Zapperi, docente di fisica teorica presso il dipartimento di Fisica della stessa università - hanno dimostrato che le peculiari variazioni della temperatura corporea dei pipistrelli sono al centro della loro non convenzionale coesistenza con i virus. Utilizzando un modello minimo di interazione virus-ospite e analizzando i dati sperimentali della letteratura, i ricercatori sono stati in grado di valutare il contributo del torpore quotidiano nel mantenimento delle infezioni virali croniche nei pipistrelli.

"Abbiamo dimostrato che il torpore quotidiano contribuisce anche a una riduzione della risposta immunitaria, prevenendo i rischi correlati ad una infiammazione cronica" spiega Caterina La Porta. "Il nostro modello di interazione tra virus e risposta immunitaria presenta interessanti caratteristiche matematiche che mostrano come un attrattore quasi periodico non caotico rende il sistema più robusto contro le perturbazioni del ciclo sonno/veglia", conclude Stefano Zapperi.

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