Protesta da Dhl e Abb: "Senza le mascherine obbligatorie non lavoriamo"

È accaduto nella mattinata di giovedì 12 marzo a Vignate. Alcuni dei dipendenti si sono rifiutati di iniziare il turno

La protesta

"Stamattina ci siamo rifiutati di entrare fino a quando non fossero arrivate le mascherine. Poi ci hanno detto che c'erano ma non trattava delle ffp2 o ffp3, bensì di panni da ripiegare con due buchi per le orecchie". Questa la denuncia di un dipendente di una cooperativa che lavora per la Dhl di Vignate, che a sua volta cura la logistica di Abb. 

Gli stessi responsabili della cooperativa hanno detto ai lavoratori di attendere l'arrivo delle mascherine, perché per legge era obbligatorio indossarle. "Dopo però non ci hanno dato quelle regolamentari previste", denuncia uno dei circa cento dipendenti del magazzino. Dopo la consegna di questo materiale non a norma alcuni degli operai sono comunque entrati per iniziare il turno, mentre altri si sono rifiutati. La coop, contattata da MilanoToday, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione in merito all'episodio.

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Foto - La mascherina consegnata ai lavoratori

Il monito dei sindacati

​"Riteniamo che aver scelto, come ha fatto il Governo, di far prevalere le ragioni economiche, seppur con alcune limitazioni del tutto insufficienti a fronteggiare l’emergenza sanitaria, rispetto alla prioritaria tutela intransigente e certa della salute delle lavoratrici e dei lavoratori, lasciando di fatto al sistema delle imprese il giudizio finale su cosa e come produrre, sia un errore". È quanto si legge in una nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil Lombardia.

In ogni azienda, continuano le sigle sindacali, è necessario attivare confronti ed iniziative per "il rispetto rigido delle norme igienico-sanitarie e di protezione, anche finalizzate al rallentamento e alla sospensione delle attività produttive che risultano con tutta evidenza non indispensabili in questa fase di emergenza".

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"Continuare ad affermare che la tutela della vita e della salute degli operai, impiegati, lavoratori e lavoratrici di ogni settore è la assoluta priorità - conclude il sindacato - che ci sono tante attività non indispensabili in una situazione grave com’è quella attuale, che è necessario un grande atto di responsabilità collettiva, sono i principi a cui ispirarsi per rilanciare un’idea di Paese e di comunità civile".

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