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Foto MiaNews

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Ambulanti, la protesta dei non alimentari: espongono le merci ma non vendono

La protesta a Milano in due mercati all'aperto

Ambulanti del settore non alimentare si sono presentati presso i mercati milanesi di via Crema e largo Quinto Alpini senza vendere i loro prodotti, perché in zona rossa non è loro consentito, ma esponendo comunque la merce. L'obiettivo è dimostrare che i mercati all'aperto sono sicuri anche con le maggiori restrizioni sanitarie contro il Covid. Sui banchi sono stati affissi cartelli che spiegano le ragioni della protesta, richiamando anche le più recenti ricerche scientifiche secondo cui, all'aperto, i contagi di Covid quasi si azzererebero.

«Non siamo autolesionisti e non vogliamo infettare nessuno, ma non possiamo neanche morire di fame», ha dichiarato Giacomo Errico, presidente nazionale di Fiva Confocommercio, presente in via Crema: «Abbiamo riaperto, anche se per stamattina non si vende. Con le dovute precauzioni si può lavorare in tutte le fasce di rischio. L'alternativa è fallire: nell'ultimo anno è stata ordinata merce rimasta invenduta. Non siamo ricche realtà industriali, non ci ha mai dato un euro nessuno. Ma noi non chiediamo l'elemosina, vogliamo solo ricominciare a lavorare. Lunedì o si apre o si apre».

Gli ambulanti di prodotti non alimentari non comprendono la differenza tra una bancarella di formaggi o salumi e una di pigiami, in relazione ai contagi da Covid. In zona rossa, come si sa, la regola generale è che restano aperti solo i negozi di prodotti ritenuti "indispensabili" e, tra questi, gli alimentari. Ma anche tante altre categorie, dagli elettricisti alle librerie.

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