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Milano, il lockdown senza fine dei cinema: le sale riaccendono le luci (ma solo per protesta)

Il 13 dicembre i cinema lombardi riaccendono le luci, per protesta, per dire: "Il cinema c'è"

Un modo per ricordare che esistono. Un modo per ricordare che è lì che si "custodisce la vivacità culturale dello sguardo". Un modo per chiedere, quanto meno, di sapere quale sarà il loro futuro. Domenica 13 dicembre, giorno di Santa Lucia e giorno in cui la Lombarda passerà in zona gialla, alcuni cinema lombardi d'essai accenderanno simbolicamente le loro luci per gridare che "il cinema c'è". 

"L’iniziativa è prevista nel giorno in cui si celebra Santa Lucia, protettrice degli occhi nonché della luce che rischiara l'inverno dopo la notte più lunga. Augurandosi di poter rivedere al più presto le luci di tutti i cinema di nuovo stabilmente accese, le sale promotrici prendono spunto da tale culto per riaffermare come il rito collettivo della sala cinematografica protegga e custodisca la vivacità culturale dello sguardo", spiegano gli organizzatori, tra cui ci sono i milanesi Beltrade, Mexico, Palestrina e Cinemino.

Le sale aderenti quindi riaccenderanno le insegne luminose e riapriranno simbolicamente le porte dei propri cinema, che da ormai mesi sono vuoti e fermi a causa delle restrizioni per l'emergenza coronavirus. "Le recenti disposizione governative hanno sancito la proroga della sospensione delle attività di spettacolo fino a venerdì 15 gennaio 2021 senza indicare una possibile data di riapertura, mentre nel resto d’Europa alcuni Paesi si apprestano a riaprire i luoghi di spettacolo per le festività natalizie", sottolineano le sale che parteciperanno all'iniziativa. 

"Nel frattempo si sente parlare di cinema soltanto a proposito delle piattaforme streaming - proseguono -, ma gli esercenti vogliono offrire una nuova occasione di incontro agli spettatori che vorranno passare a trovarci, per ribadire con forza la nostra convinzione: il luogo deputato alla fruizione filmica è e resterà la sala cinematografica, autentico presidio culturale, sociale ed educativo, per l’insostituibilità dell’esperienza della visione collettiva sul grande schermo e la capacità di far vivere al pubblico un momento di incontro e di relazione interpersonale, dal vivo".

"Ogni sala - concludono - organizzerà liberamente la propria 'apertura' per sottolineare quella varietà e indipendenza di sguardi e quella qualità di proposte che sono caratteristiche del lavoro delle sale d'essai". L'importante sarà accendere le luci. Per dire che "il cinema c'è".
 

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