"Ogni giorno contro la morte": gli infermieri sono stanchi, sciopero e protesta a Milano

Venerdì presidio fuori dalla Prefettura degli infermieri. Ecco le loro richieste al governo

Sono pochi. Sono a rischio. Sono in pericolo. Esplode, di nuovo, la rabbia degli infermieri lombardi, che hanno annunciato per venerdì 4 dicembre, dalle ore 10, un presidio fuori dalla Prefettura per far sentire la loro voce. I lavoratori, che già nelle scorse settimane avevano protestato per le loro condizioni di lavoro, si ritroveranno in corso Monforte per rendere chiara, tangibile, la loro rabbia. 

"Chi credeva che la strenua battaglia degli infermieri italiani si sarebbe fermata si sbagliava davvero di grosso - ha sottolineato il presidente nazionale del sindacato Nursing Up, Antonio De Palma -. Siamo pronti a scendere di nuovo nelle piazze in tutte le Regioni chiave che stanno vivendo il dramma di questa emergenza, quelle dove i colleghi lottano ogni giorno contro la morte". E la Lombardia, inevitabilmente, è tra quelle. "La situazione del personale negli ospedali sta veramente scoppiando - la denuncia di Angelo Macchia, responsabile lombardo del sindacato -. Chiediamo che vengano con urgenza adeguati gli organici. In Italia mancano 100mila infermieri. Molti vanno in pensione, tanti si ammalano di Covid e entrano in quarantena e contiamo anche i nostri morti. Stimiamo che in Lombardia bisognerebbe assumerne almeno 5mila infermieri". 

La lettera ai prefetti

Ai prefetti, hanno fatto sapere da Nursing Up, "verrà consegnata una lettera nella quale si chiede di rappresentare nei confronti del ministero della Salute e dell’intero Governo il malcontento della categoria. Un malcontento motivato dalla sostanziale mancanza di adeguate risposte alle reiterate richieste dei professionisti dell’area infermieristica e degli altri operatori sanitari dipendenti dalle Aziende Sanitarie".

L’intento dei lavoratori, viene chiarito, “è di evitare l’acuirsi della lotta sindacale in un periodo delicato come quello attuale, che ci vede impegnati 24 ore su 24 nelle attività di contrasto al Covid-19”. La richiesta che viene rivolta ai prefetti è quindi quella di “intervenire sensibilizzando il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministro della Salute, affinché gli stessi adottino finalmente i provvedimenti risolutivi di propria competenza, che sono necessari e opportuni per dare risposte favorevoli ai nostri desiderata”. 

Gli infermieri chiedono al governo "un alveo contrattuale autonomo", "risorse economiche dedicate e sufficienti per il riconoscimento di una indennità professionale infermieristica mensile", "risorse economiche per il contratto della sanità finalizzate e sufficienti a conferire un’indennità specifica e dignitosa per tutti i professionisti che si occupano ai vari livelli di funzione di assistere pazienti con un rischio infettivo", "individuazione di uno specifico contratto nazionale di lavoro per l’infermiere di famiglia". E ancora: "Superamento, per gli infermieri pubblici e per gli altri professionisti non medici, del vincolo di esclusività, riconoscendo loro il diritto, già esistente per il personale medico, di svolgere attività intramoenia" e "riconoscimento della malattia professionale e correlato meccanismo di indennizzo in caso di infezione".

In mancanza di risposte, hanno già annunciato i lavoratori, "di concerto con i colleghi che operano nelle altre regioni, gli infermieri lombardi si preparano a proclamare altre 48 ore di sciopero nazionale".
 

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