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Il blitz

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Catene e cartelli fuori dall'ufficio scolastico regionale a Milano: 'Chiuso per incompetenza'

Continua la protesta degli studenti contro la Dad e la chiusura delle scuole. Il blitz a Milano

Studenti contro "autorità". Di nuovo. Blitz nella notte tra domenica e lunedì a Milano, dove le ragazze e i ragazzi delle scuole superiori hanno voluto rendere chiaro, ancora una volta, tutto il loro dissenso per il mancato ritorno tra i banchi a causa dell'emergenza covid. Teatro della protesta dei giovani, avvenuta verso le due, è stato l'ufficio scolastico regionale di via Polesine 13, al Corvetto. 

I manifestanti, riuniti nel "Comitato in difesa della scuola", hanno simbolicamente sbarrato con delle catene l'ingresso e hanno affisso dei cartelli con la scritta "chiuso per incompetenza". "A noi viene negata la possibilità di frequentare il luogo che dovrebbe arricchirci culturalmente e umanamente. Voi che invece avreste il dovere di prendere decisioni per il nostro futuro vi limitate a miseri giochi di potere per difendere qualche colore politico o poltrona", hanno poi denunciato i ragazzi in un comunicato. 

"Dopo 8 mesi di immobilismo siamo ancora costretti a chiedervi più spazi, più trasporti, più assunzioni, più sicurezza, più soldi, le stesse rivendicazioni portate da maggio. È arrivato il momento, e le occupazioni degli ultimi giorni lo dimostrano, che i giovani si riprendano i loro diritti, il loro presente e il loro futuro", hanno proseguito, facendo riferimento ai tanti blitz che sono avvenuti nei diversi istituti di Milano, occupati dagli studenti. 

La protesta, hanno sottolineato dal "Comitato in difesa della scuola", "vuole essere un chiaro atto di attacco e denuncia a una classe politica divisa e senza prospettiva sociale. Saremo noi a occuparci della scuola. Restate a casa voi che molteplici volte vi siete dimostrati incapaci, lasciate spazio e possibilità di fare a parsone il cui sguardo è volto verso il futuro. Il futuro di noi studenti. Vi chiudiamo fuori come voi avete chiuso fuori noi".

Già lo scorso 7 gennaio, giorno in cui gli studenti dovevano tornare in aula prima del nuovo rinvio, le ragazzi e i ragazzi avevano portato a termine una protesta simile fuori dalla sede meneghina del ministero dell'istruzione, lamentandosi della didattica a distanza e - avevano denunciato - del disinteresse delle autorità per la loro situazione. 
 

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