Domenica, 24 Ottobre 2021
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'In catene' davanti al San Raffaele: la protesta dei lavoratori dell'ospedale

Nella mattinata di mercoledì si è tenuto un presidio delle rappresentanze sindacali

Con i polsi simbolicamente incatenati per protestare. È il presidio delle rappresentanze sindacali che si è tenuto nella mattinata di mercoledì 13 maggio davanti all'ingresso dell'ospedale San Raffaele di Milano, per opporsi alla modifica del contratto dei lavoratori, da pubblico a privato, che l'amministrazione vuole fare.

"Il contratto non si tocca" e "Gruppo Rotelli te lo diciamo, il contratto non lo tocchiamo", così recitano alcuni degli striscioni esibiti dai dipendenti che hanno aderito alla mobilitazione. "Non vogliamo contratti di lavoro peggiorativi - dice una dei delegati sindacali del nosocomio -. Vogliamo un contratto pubblico e rivendichiamo la sanità pubblica come diritto fondamentale per tutti, per l'utenza per noi stessi".

"Abbiamo la forza - continua la sindacalista, come gli altri con tuta, mascherina e copriscarpe - di togliere le catene che voi ci imponete nonostante tutto, perché in questi giorni è vietato scioperare, nonostante questo periodo di difficoltà. Ci definite eroi e poi ci premiate con questo. Siamo impossibilitati a rivendicare a pieno regime i nostri diritti ma le catene che ci volete mettere sono qua, spezzate".

"Il Gruppo Rotelli - denunciano i sindacati - sta approfittando di un periodo di emergenza sanitaria per depredarci dei diritti conquistati. Un peggioramento delle condizioni economiche e normative dei lavoratori è inaccettabile soprattutto nel momento in cui tutti si sono impegnati al massimo, anche rischiando la propria salute e quella dei familiari, per garantire cure a chi ne aveva bisogno".

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