Venerdì, 22 Ottobre 2021
Coronavirus

Coronavirus, gli esperti bocciano l'apertura scaglionata: "Sì a un altro mese di chiusura"

Per Demicheli (Ats Milano) servirà ancora fino a un mese "prima di allentare le misure"

Nessuna fuga in avanti, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte l'ha messo in chiaro. Gli italiani dovranno rimanere a casa almeno fino a Pasquetta, e questo ulteriore sacrificio permetterà al Governo di impostare la "fase due", cioè un primo allentamento delle restrizioni, che ci sarà solo e soltanto se e quando arriverà l'ok dal comitato scientifico che affianca l'esecutivo in questa fase drammatica per il Paese. E' attualmente impossibile prevedere quando il lockdown terminerà. E' altamente probabile infatti che un primo allentamento delle limitazioni, quando ci sarà, riguarderà solo alcuni settori del mondo produttivo e non la stragrande maggioranza degli italiani.

È molto lontana la fase 3, l'uscita dell'emergenza

L'infettivologo Giovanni Rezza in un'intervista a Repubblica spiega che dopo Pasqua "bisognerà osservare se la curva va bene. A quel punto certamente alcune attività produttive si potranno riaprire, ovviamente mettendo in sicurezza i lavoratori. E andrà messo in piedi un programma di individuazione rapida di eventuali casi" dice il capo delle Malattie infettive dell'Istituto superiore di Sanità.

Si è parlato negli scorsi giorni dell'ipotesi di aprire alcune regioni prima di altre. Sarebbe rischioso secondo Rezza: "Nei pochi giorni che alcune regioni del nord sono state chiuse e le altre no abbiamo visto le fughe da quelle aree. Per questo forse riaprire in modo scaglionato può non essere efficace. E poi la maggior parte delle attività produttive stanno proprio al nord. Che facciamo, lo apriamo dopo perché ha avuto una maggiore diffusione del virus?". La fase 2, di allentamento graduale e di convivenza con il virus, non è ancora iniziata. Ed è molto lontana la fase 3, l'uscita dell'emergenza.

"L'isolamento va bene, ma non è sufficiente"

Un altro esperto, Vittorio Demicheli, il direttore sanitario dell'Agenzia per la tutela della salute di Milano, ritiene che serva ancora fino a un mese di tempo prima di decidere di allentare le misure di contenimento: in un'intervista sul Giornale, spiega quanto sia opportuno "partire il prima possibile con le indagini sierologiche per monitorare lo stato di immunità della popolazione".

Secondo Demicheli, che fa parte dell'Unità di crisi della Regione Lombardia, è necessario insistere ancora con le misure di distanziamento: "I decessi e i nuovi contagi rallentano - spiega - ma con questi numeri non possiamo mollare. Dobbiamo prima arrivare a zero contagi e poi riaprire. Il servizio sanitario lombardo anche se ha saputo reagire, è stremato". "L'isolamento va bene, ma non è sufficiente", spiega ancora Demicheli, secondo cui occorre "una profilassi interazione dato che i virus aerei come il Covid-19 si spostano velocemente da un paese all'altro, viaggiando con l'uomo".

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