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Covid, durante l'emergenza ad Alzano la Regione "dimenticava" di ordinare i caschi

La rivelazione di Report. E le forniture dei dispositivi di protezione avvenivano a seconda della popolazione di riferimento e non del numero di contagi zona per zona

Non solo la mancata zona rossa tra fine febbraio e inizio marzo: ad Alzano Lombardo e dintorni potrebbe esserci stata "disattenzione" anche dopo, durante il lockdown nazionale. Lo testimoniano alcune email sul mancato arrivo di dispositivi di protezione e di cura, come i caschi Cpap che servono per l'ossigenazione dei pazienti prima dell'intubazione. Lo ha rivelato "Report", su Rai Tre, lunedì 9 novembre.

L'11 marzo (già con lockdown in tutta Italia) un dirigente dell'Asst Bergamo Est (che raggruppa diversi ospedali tra cui quello di Alzano Lombardo) scriveva una email ad alcuni collaboratori, con parole terribili: «Solo un commento: ci daranno lo stesso numero di camici di Valtellina, che ad oggi ha 8 positivi». 

«Dpi sottostimati»

Con una mal mostrata in trasmissione, scritta sabato 7 marzo, Francesco Locati, direttore generale di Asst Bergamo Est, nominato anni fa in quota Lega, segnalava «con una vibrata rimostranza la costante sottostima del fabbisogno di Dpi di questa azienda». Ricordando che l'Asst si trovava al centro del focolaio aggiungeva: «Senza forse, i quantitativi di cui necessitiamo sono esattamente invertiti rispetto a quelli assegnati ad altre aziende (Asst, n.d.r.) meno colpite dall'infezione». E concludeva: «Se non cambierà tempestivamente la lista di distribuzione, non oso pensare ai profili di responsabilità nei confronti dell'epidemia in corso».

In altre parole, Regione Lombardia, tramite Aria, acquistava e poi distribuiva dispositivi di protezione (camici, guanti, mascherine e così via) in base alla popolazione di riferimento e non in base alla concreta pressione dell'epidemia sull'Asst in quel momento. 

Caschi "dimenticati"

Ma forse ancora più clamorosa è l'apparente dimenticanza da parte della centrale acquisti regionale, Aria, riguardo ai caschi per l'ossigenazione da destinare, anche in questo caso, all'ospedale di Alzano. Sempre la Asst Bergamo Est ha fatto richiesta dei caschi il 14 marzo; poiché tardavano ad arrivare, due giorni dopo la stessa azienda si è messa in contatto con la Dimar, la ditta che avrebbe dovuto consegnarli, scoprendo che non era arrivato alcun ordine in merito. A rivelarlo a Report è una fonte anonima. 

Luigi Cajazzo, ai tempi direttore generale Welfare di Regione Lombardia, in una email a Report ha di fatto confermato la dimenticanza riguardo ai caschi per Alzano, sottolineando però che una singola fornitura non può restituire il quadro complessivo di quanto fatto in un periodo di carenza mondiale dei dispositivi e di altri materiali; e riguardo ai dispositivi di protezione ha affermato che la ripartizione tra le varie aziende ospedaliere si basava su dati oggettivi ma anche sulle singole richieste che, peraltro, arrivavano «da quasi tutte le Asst».

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