Milano verso la riapertura: ecco come potrebbe essere la città dopo il lockdown

Metropolitane e treni con meno persone a bordo e più biciclette. Ecco le soluzioni sul tavolo

Foto di repertorio Ansa

Per il momento non c'è ancora un piano dettagliato (dovrebbe arrivare dal Governo entro la fine della settimana). Ma Milano e la Lombardia potrebbero riaprire il 4 maggio. Lo si evince dalle parole della ministra per le infrastrutture e trasporti, Paola Micheli, che in collegamento con "Circo Massimo" su Radio Capital ha ribadito che la riapertura non avverrà su base regionale, ma le regole saranno le stesse per tutte le regioni.

"Oggi cominciamo ad approfondire i risultati di studi e analisi per conciliare protezione e voglia di tornare a lavorare, in questo modo avremo modalità e date", ha affermato De Micheli, sottolineando che "la riapertura sarà uniforme su scala nazionale. Le regole saranno uguali per tutta Italia, poi i monitoraggi per eventuali situazioni critiche avranno inevitabilmente un assetto regionale perché gli assetti della sanità sono regionali. Se noi rileviamo che in una certa area di una regione aumentano i contagi è ovvio che la reazione dovrà essere territoriale".

"Modificare gli orari di lavoro" per non affollare i mezzi

Quanto ai mezzi pubblici, De Micheli ha ammesso che "non è immaginabile che possa aumentare il numero di bus e metropolitane improvvisamente, sono strumenti che vanno ordinati e costruiti", tuttavia, ha aggiunto "aumenteranno le frequenze". "Sui mezzi pubblici – ha detto ancora il minsistro - applicheremo il protocollo che abbiamo firmato a metà marzo che prevede distanziamento, mascherine, presenza di liquidi alcolici per igienizzarsi le mani". I mezzi ovviamente non potranno essere pieni come lo erano prima del lockdown".

E su questo fronte si stanno muovendo sia Atm che Trenord. "Atm farà in modo che l’accesso alla metropolitana sia contingentato, informando quando si giungerà al livello di saturazione - aveva dichiarato nei giorni scorsi l'assessore alla mobilità del comune di Milano, Marco Granelli - e poi sulle carrozze e sui bus segnaleremo sul pavimento e sui sedili la distanza da tenere, e possibilmente anche nelle stazioni della metropolitana, alle fermate in strada. Noi e Atm faremo il massimo, chiediamo fin d’ora ai cittadini di seguire bene le regole e aiutarci".

Trenord, in vista della 'fase due' dell'emergenza Covid, ha invece avviato un'analisi dei flussi, inviando a oltre 500 mila clienti profilati, principalmente abbonati, un sondaggio in cui si chiede con quali modalità pensano di spostarsi nei prossimi mesi. Un vademecum sarà poi stilato con le regole per salire sul treno, che comprenderà, ad esempio, l'obbligo di indossare la mascherina.

Metro e treni, ma anche biciclette

Metro, treni e bus da una parte, le biciclette dall'altra. Palazzo Marino, infatti, sta pensando di mettere in campo una serie di operazioni per realizzare zone 30 e percorsi ciclabili. Ed è proprio il sindaco Sala a spingere sull'utilizzo di monopattini e biciclette elettriche

L'infettivologo: "La riapertura deve essere scaglionata"

Ma se il governo sembra orientato ad imporre le stesse regole per tutto lo stivale, nonostante lo stesso premier, non più tardi di martedì mattina, aveva fatto sapere che per la riapertura si terrà conto anche "delle differenze regionali". Non tutti i virologi sono d'accordo con il piano della squadra di Conte.

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Secondo l'infettivologo Massimo Galli, docente della Statale di Milano e del reparto di malattie infettive del Sacco, la riapertura scaglionata è l'unica via percorribile: "Non si può pensare ad altro che a questo" ha affermato l’esperto ad Askanews. "Io mi auguro che la Lombardia possa aprire prima del 28 giugno, dubito però che possa farlo il 4 maggio. E comunque se può iniziare a farlo con una gradualità più spiccata e più marcata rispetto a quella di altre regioni". Galli ha poi ricordato che "ci sono proiezioni, fatte con valutazioni serie che parlano di una possibile apertura in Umbria entro il 4 maggio e in Lombardia non prima del 28 di giugno. Sono cose fatte da colleghi illustri ed è un lavoro scientifico serio". Ragion per cui la riapertura differenziata sarebbe la via più prudente da percorrere. Ma l’esecutivo sta evidentemente pensando ad altro.

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