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Impianto di risalita lombardo al Monte Pora (foto Lorenzo92sprea/Instagram)

Impianto di risalita lombardo al Monte Pora (foto Lorenzo92sprea/Instagram)

Sci, c'è la data per la riapertura degli impianti: 18 gennaio 2021

Il ministro Speranza ha firmato l'apposita ordinanza col rinvio al 18, come chiesto dalle Regioni alpine

I lombardi hanno potuto praticare sci nordico (e in particolare lo sci di fondo) per due weekend consecutivi, a dicembre, in zona gialla, "espatriando" anche nel vicino Piemonte, pure giallo. Ma, come è noto, lo sci nordico non è granché popolare nel nostro Paese, così tanti attendevano la data certa di riapertura degli impianti di risalita, indispensabili per le specialità di sci alpino (discesa, snowboard e così via). L'attendevano anche, con ragionevole trepidazione, i gestori degli impianti, per i quali riapertura significa lavoro e reddito. E ora la data c'è: lunedì 18 gennaio, come da richiesta delle Regioni, che avevano proposto al Governo di rimandare rispetto all'ipotesi del 7 gennaio.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato sabato 2 gennaio l'ordinanza di differimento dell'apertura degli impianti sciistici. La richiesta di posticipare l'apertura era arrivata dal presidente della Conferenza delle Regioni (e presidente dell'Emilia Romagna) Stefano Bonaccini. «Erano soprattutto le Regioni alpine a dire di non essere pronte a ripartire per il 7», aveva spiegato Bonaccini illustrando la richiesta di rinvio: «Il tutto considerando che il virus circola ancora e bisogna stare molto attenti agli assembramenti».

Linee guida rigorose

Saranno comunque predisposte stringenti linee guida, sulla base di quelle proposte dalle Regioni. Le seggiovie potranno essere occupate al 100% solo in caso di calotta antivento aperta. In caso di calotta chiusa, e comunque per le funivie e cabinovie, la capienza massima sarà il 50% del normale, con obbligo di mascherina a bordo. Ci sarà un tetto massimo di skipass giornalieri vendibili, con preferenza per la prenotazione online e saranno prese misure per evitare gli assembramenti e le code.

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La soddisfazione degli assessori allo sport

Soddisfazione dagli assessori allo sport delle Regioni alpine e dell'Abruzzo. «Oltre all’approvazione del protocollo - per cui aspettiamo la definitiva validazione del comitato tecnico scientifico - avevamo chiesto una data certa per permettere all'intero mondo della montagna invernale di prepararsi a dovere»: così in una nota gli assessori, tra cui la lombarda Martina Cambiaghi. «Grazie al lavoro di squadra delle Regioni e delle Province autonome iniziato in Commissione Turismo, abbiamo finalmente una data di apertura credibile e seria: il 18 gennaio. Ora si può finalmente ripartire in sicurezza», conclude la nota. 

Nei giorni scorsi si era parlato di una riapertura anticipata da parte della Provinca autonoma di Bolzano, per l'11 gennaio, ma l'ipotesi appare ora lontatna. Molto cauto il presidente Arno Kompatscher, che nel discorso di fine anno non ha toccato l'argomento.

Ovviamente il tema non è soltanto la data della riapertura degli impianti ma anche la situazione che si sarà verificata circa i "colori" in cui è divisa l'Italia in base al rischio. Soltanto nelle Regioni gialle sarà possibile recarsi a sciare fuori dal proprio Comune, "espatriando" in territori contigui purché anch'essi gialli. Unica eccezione, se il Governo manterrà la regola "natalizia" che ha consentito, nelle giornate arancioni, di raggiungere la seconda casa di proprietà purché nella propria Regione.

«Secondo me - aveva dichiarato in precedenza Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari) - quello che a Roma non è ancora chiaro è che per noi questi quattro mesi di stagione invernale valgono dodici. Se per caso arriviamo ad aprile poi se ne riparla nel 2021, perché il maestro di sci non ha più materia prima e noi nemmeno. E la stagione estiva, sul fatturato annuo del settore, rappresenta una cifra che sta tra il 5 ed il 10%. Quindi il 90% lo facciamo l'inverno, fino ad aprile».

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