Coronavirus, i posti negli ospedali non bastano più: riapre "l'astronave" in Fiera

Lo hanno comunicato il governatore Fontana e l'assessore al Welfare nel pomeriggio di mercoledì

L'ospedale in Fiera

È emergenza coronavirus. E l'ospedale in Fiera a Milano verrà riaperto insieme alla struttura sanitaria da campo di Bergamo. Lo ha deciso Regione Lombardia nel pomeriggio di mercoledì 21 ottobre.

Le strutture riapriranno "nei prossimi giorni e garantiranno al sistema lombardo i primi 201 posti letto aggiuntivi di cure intensive, che saranno gradualmente occupati", hanno dichiarato in una nota congiunta il governatore Fontana e l'assessore al Welfare Giulio Gallera.

"La situazione epidemiologica attuale in rapida evoluzione – ha spiegato il presidente Fontana – rende necessaria l’adozione di misure organizzative straordinarie per potenziare l’offerta sanitaria di posti letto da destinare all’emergenza-Covid, cercando di garantire contemporaneamente una adeguata assistenza ai pazienti affetti dalle altre patologie".

Ospedale in Fiera: ecco come verrà gestito

L’attivazione delle strutture sanitarie temporanee prevede la collaborazione fra la Fondazione Irccs Ca’ Granda Policlinico e la Fondazione Ente Fiera per la realtà di Milano e fra l’Asst Papa Giovanni XXII e l’Ente Fiera per quella di Bergamo, con il coinvolgimento delle ATS di riferimento.

"A Milano vengono, allo stato attuale, attivati i primi 153 posti letto per cure intensive – spiega l’assessore Gallera – suddivisi in 4 moduli da 14 posti, 3 da 16 posti e 7 da 7 posti. A Bergamo invece funzioneranno 4 moduli da 12 posti letto. Queste nuove disponibilità saranno occupate in base allo stato di saturazione dei reparti di terapia intensiva ‘Covid’ degli ospedali".

"Le complesse caratteristiche dei pazienti che verranno ricoverati in queste strutture sanitarie – ha aggiunto Gallera – richiede un’assistenza clinica molto particolare e sofisticata. Per questo, nell’attuazione di questo progetto saranno coinvolti gli operatori degli ospedali Hub della Lombardia che “adotteranno” uno o più moduli degli ospedali in Fiera".

La gestione delle attività assistenziali nei vari moduli della Fiera di Milano è affidata agli ospedali Policlinico, Niguarda, San Gerardo Monza, San Matteo Pavia, Varese, Legnano/Busto, Humanitas. In una fase successiva verranno coinvolti gli ospedali di Lecco/Como, Gruppo San Donato e Cremona.

Per la Fiera di Bergamo, due moduli saranno gestiti dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII e due dagli "Spedali Civili" di Brescia. "Questi Hub – ha evidenziato Gallera - garantiranno la presenza H24 di equipe mediche, infermieristiche e di supporto per i bisogni assistenziali dei pazienti nel modulo di competenza. Gli ‘Hub’, a loro volta, saranno supportati dai relativi ospedali ‘Spoke’ per la gestione del personale delle professioni mediche e sanitarie nei propri reparti interni e potranno procedere, all’occorrenza, a nuove assunzioni".

"Tutto il sistema Lombardia – fanno sapere dalla Regione – sta lavorando all’unisono per fronteggiare questa nuova fase dell’emergenza Coronavirus, sia a supporto della rete ospedaliera che a beneficio di quella territoriale, attraverso un ulteriore potenziamento dell’esecuzione dei tamponi".

L'ospedale in Fiera: i numeri

Allestito in 4 settimane e inauguratoufficialmente il 31 marzo, l'ospedale in Fiera è entrato in funzione per i primi pazienti la settimana dopo, il 6 aprile. Erano giorni drammatici, il governatore Attilio Fontana avvertiva: "Siamo vicini al momento in cui non avremo più letti in rianimazione". Poi l'effetto del lockdown aveva consentito di arginare l'onda di piena. E la struttura è ferma dal 9 giugno, da quando cioè è stato dimesso l'ultimo paziente.

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