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Un'immagine del Tennis Club Ambrosiano di Milano

Un'immagine del Tennis Club Ambrosiano di Milano

Covid, respinto al Tar il ricorso dei circoli di tennis: i "palloni" equivalgono a impianti chiusi

I circoli però non concordano: «Ricambio d'aria completo assicurato al massimo ogni mezz'ora»

Il tennis non può in alcun modo essere considerato uno sport di contatto, nemmeno quando si gioca una partita di doppio. Ma i campi rimangono comunque chiusi. Motivo: d'inverno sono al coperto, sotto i classici palloni, e questo li equipara a "locali chiusi", come da Faq del Governo. Se in zona rossa è vietato ogni sport di base, in zona arancione e gialla (rispettivamente nel proprio Comune e nella propria Regione) si può praticare sport di base all'aperto. La regola è chiara. Il punto è capire se è corretto considerare al chiuso il tennis praticato sotto i palloni pressostatici. 

Il problema si pone soprattutto per il Nord perché, nell'Italia del Sud, complici temperature più miti, è possibile in alcuni casi giocare a tennis (e a padel) anche all'aperto. Così diversi circoli dell'Italia settentrionale hanno presentato un ricorso al Tar del Lazio per chiedere l'annullamento del divieto.

Il Tar respinge la richiesta dei circoli

Ma nulla da fare: il Tar ha respinto la richiesta senza entrare nel merito della questione, ribadendo soltanto l'interpretazione della norma fornita dal Governo sul tennis e il padel, ovvero che i "palloni" equivalgono a un impianto chiuso. I circoli promotori del ricorso, tra cui diversi milanesi come lo storico Tennis Club Lombardo, presente in via Sismondi dal 1946, non sono d'accordo.

«Giocare a tennis sotto un pallone pressostatico è come giocare all'aperto», affermavano nel ricorso, forti del parere del fisico Giorgio Buonanno della Queensland University di Brisbane e dell'Università di Cassino, secondo cui i palloni garantiscono un ricambio d'aria adeguato: il ricambio, in particolare, sarebbe completo ogni venti minuti per il pallone da 3.600 metri cubi, il più piccolo; ogni mezz'ora per quello da due campi, da 8.500 metri cubi.

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