Coronavirus e rimborsi abbonamenti Atm: un mese gratis o proroga di due per i pendolari

L'idea di palazzo Marino, ancora da approvare: due mesi per gli annuali, uno per i mensili

Abbonamenti e rimborsi Atm causa coronavirus, qualcosa si muove. Dopo mesi di lavoro, studio e attese per cercare di far quadrare il cerchio, palazzo Marino - che dell'azienda di trasporti pubblici è proprietaria - sembra finalmente aver trovato una soluzione per restituire ai pendolari meneghini i mesi persi a causa del lockdown imposto per l'emergenza sanitaria, che ha costretto tutti a limitare al massimo le uscite da casa. 

L'ultima idea, presentata giovedì pomeriggio in commissione consiliare dall'assessore alla mobilità, Marco Granelli, è garantire un mese gratis - da usare entro fino anno - a chi aveva acquistato un abbonamento mensile a marzo e una proroga di due mesi - marzo aprile e aprile maggio - per chi è in possesso di un abbonamento annuale. 

Rimborso Atm, come ottenere i mesi gratis

La procedura di rimborso "sarà facile e fruibile online. Stiamo studiando una modalità veloce, che si possa fare senza necessità di recarsi allo sportello, anche per evitare assembramenti", ha spiegato il direttore generale di Atm, Arrigo Giana. "I passeggeri potranno attraverso il nostro sito, inserendo codice della tessera e il proprio codice fiscale, ricaricare le mensilità e attivare la ricarica negli appositi totem delle stazioni della metropolitana", ha aggiunto. 

In sostanza, stando a quanto spiegato dal direttore generale e dall'assessore, dal sito di Atm sarà possibile scegliere il mese che si vuole "riscattare" per chi aveva l'abbonamento mensile, mentre gli annuali - sempre dopo aver inserito online il proprio numero di tessera - dovrebbero essere prorogati in automatico di due mesi. Per attivare "l'estensione" - già come accade oggi al momento della ricarica - sarà poi necessario attivare la tessera ai totem nelle stazioni metro.

"Gli abbonamenti del mese di marzo" che quindi avrebbero diritto alla proroga di un mese "sono 150mila", "mentre gli annuali in essere, comprensivi del periodo di lockdown", e che potrebbero usufruire della proroga di due mesi "sono 350mila", secondo i conti di Giana. 

"300 milioni persi"

Granelli, invece, di conti ne ha fatti altri. Stando a quanto riferito dall'assessore, il lockdown per il trasporto pubblico di Milano ha significato un buco di introiti di 300 milioni di euro a cui bisognerà poi sommare i 20 milioni che saranno spesi per i rimborsi. 

"Noi stimiamo che nella coda di febbraio e nei mesi di marzo, aprile e maggio abbiamo avuto un mancato introito di circa 116 milioni - ha spiegato Granelli. Dal momento che ancora oggi abbiamo un utilizzo del trasporto pubblico nell'ordine del 35 per cento stimiamo che il mancato introito nel corso del 2020 arrivi a 300 milioni da fine febbraio e fino a dicembre. A questo si aggiunge il costo di 20 milioni per prorogare gli annuali e stornare la mensilità non utilizzata. Quindi noi presumiamo di dover confrontarci in sede di bilancio con 320 milioni di euro di ammanco"

Per far fronte alle spese relative al trasporto pubblico locale il governo ha messo a disposizione un fondo nazionale di 500 milioni di euro, "di questi in Lombardia dovrebbero arrivare circa 98 e a Milano spetterebbero, secondo i nostri calcoli 45 milioni", ha sottolineato l'assessore, che ha ammesso di non essere per nulla soddisfatto. "Ci aspettiamo dal governo altre risorse per integrare questo fondo e che questi 45 milioni possano diventare di più, dal momento che il fondo è ri-finanziabile - ha auspicato -. Ma, come comune, ci poniamo il tema che forse anche la Regione dovrebbe mettere qualcosa. Deve mettere la sua parte, altrimenti non capisco cosa ci sta a fare e perché ha la delega al trasporto pubblico". 

"Meno" distanziamento sui mezzi? 

Lo stesso Granelli, che ha anche annunciato un incontro con la regione per approvare le modalità di rimborso, ha poi lanciato un'idea per un futuro che non sembra neanche troppo lontano. 

Secondo lui, una soluzione "per ridurre la somma dei mancati introiti" potrebbe trovarsi "anche nella rimodulazione della distanza di sicurezza di un metro sui mezzi di trasporto per aumentare la capienza". 

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"Anche Anci ha chiesto al ministero di intervenire togliendo il distanziamento e rafforzando l'obbligo delle mascherine. Il Veneto e l'Emilia Romagna - ha concluso Granelli - hanno emanato già ordinanze che vanno in questo senso".

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