«Grazie di aver lottato. Grazie di non aver desistito un solo istante. Grazie di averlo salvato»

La commovente lettera di ringraziamento al personale del Sacco dei famigliari di un malato Covid-19

Tra le tante storie di dolore, e di persone che hanno perso un caro, ci sono anche piccoli appigli di speranza in questa dura lotta contro il coronavirus. E due lettrici, Fulvia e Francesca, scrivono a MilanoToday per ringraziare chi, con fatica e amore, ha salvato loro padre. 

"Dopo 40 giorni di ospedale nostro padre è tornato a casa. In queste terribili circostanze, il tempo non si misura in ore, giorni, settimane; in queste situazioni il tempo è dilatato e compresso al contempo e si misura in momenti di angoscia, di paura, di speranza, di preghiera, di attesa. Ma fortunatamente i giorni bui sono passati. Nostro padre ha combattuto come un leone e noi insieme a nostra madre, seppur lontane, ci siamo strette a lui con amore, con la preghiera e con l’incondizionata fiducia in coloro che si stavano prendendo cura di lui", raccontano.

"Il nostro grazie immenso e la nostra eterna riconoscenza vanno a tutto il Personale Medico, Infermieristico e agli Operatori Sanitari del reparto di Pneumologia dell'ospedale Luigi Sacco. Grazie per la vostra professionalità, competenza, efficienza ed umanità. Non vi siete limitati a somministrare farmaci, seguire terapie e protocolli, voi avete “coccolato” nostro padre con premura e attenzione. Grazie per aver lottato con lui, prendendolo per mano e aiutandolo a combattere la sua battaglia che è diventata la battaglia di tutti noi. Grazie per non aver desistito un solo istante. Grazie per averlo salvato", continuano.

"Un ringraziamento speciale va ai Dottori Negretto, Raiteri, Radovanovic e alla D.ssa Mutti; all'infermiera che per nostro padre è sempre stata “Gioia”, a quella gentile che gli ha fatto trovare a sorpresa gli ovetti di cioccolato nella custodia degli occhiali, e a Serena, per averlo salutato l’ultimo giorno regalandogli la Colomba pasquale che tanto aveva desiderato mangiare in questi giorni. Grazie a chi ha aiutato con le videochiamate e alle fisioterapiste. Vorremmo citarvi uno ad uno, ma non ci è possibile; sappiate comunque che siete stati sempre nelle nostre preghiere, e la nostra riconoscenza per voi è e sara’ sempre infinita. Ora possiamo finalmente dire: bentornato a casa papà". E anche noi ci stringiamo nell'abbraccio.

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