Locali chiusi a Natale, il titolare risponde così: "Cibo già comprato, lo dono a chi ha bisogno"

La scelta del titolare di Cascina Ovi, a Segrate: "Sarebbe immorale buttare il cibo"

Uno dei piatti di Cascina Ovi

Porte chiuse. Ma cuori aperti. Succede a "Cascina Ovi", storico locale di Segrate che ha deciso di regalare il pranzo di Natale a chi è meno fortunato. Ad annunciare l'iniziativa è stato il titolare del ristorante, Francesco. 

Dopo il decreto legge del governo, infatti, nei giorni festivi - dalla vigilia a Santo Stefano - la sua cascina dovrà restare chiusa e potrà limitarsi all'asporto. "Avevamo già preparato tutto, fatto la spesa", ha spiegato l'imprenditore in un video sui social.

"Abbiamo tanto cibo, tanta merce già in casa - ha proseguito -. Lo prepareremo e lo porteremo a chi ne ha più bisogno. Sarebbe immorale buttare il cibo e neanche posso tenerlo qua per quando riaprirò. Almeno - ha spiegato - farò qualcosa di buono e visto che è Natale forse un piccolo segnale bisogna darlo". 

Dopo il passaggio della Lombardia in zona gialla, i ristoranti hanno ricominciato a lavorare a pranzo e in molti per non farsi trovare impreparati - più volte si era parlato della possibilità di lasciare aperti i locali a Natale - avevano già fatto la spesa. 

"Volevo invitare tutti i miei colleghi a fare la stessa con me - ha concluso Francesco -. Andiamo insieme a portare il cibo a chi ne ha bisogno".

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