Tamponi a Malpensa, ritardi "monstre" per gli esiti. «Aspetto da 160 ore»

Inizialmente erano stati garantiti ai viaggiatori gli esiti entro due giorni

In isolamento volontario da sette giorni, in attesa dell'esito del tampone, dopo un viaggio di lavoro in Spagna. E' la storia di Emiliano, un milanese atterrato a Malpensa il 30 agosto, che si è sottoposto al tampone nasofaringeo come da regola per chi torna da Paesi considerati ad alto rischio coronavirus, ovvero Grecia, Spagna, Malta e Croazia. 

Per competenza, il tampone viene processato dall'Ats Insubria, che all'inizio ha promesso l'esito dopo 48 ore dall'esecuzione del test, mentre il 2 settembre ha comunicato una estensione dei tempi d'attesa fino a 96 ore. «Ma oggi, domenica 6 settembre, io e molte persone siamo ancora in attesa senza nessun risultato, dopo oltre 168 ore», scrive a MilanoToday Emiliano.

Dal 19 agosto gli infermieri sono a Malpensa per effettuare i tamponi, circa 1.500 al giorno, inviati da quattro diverse Ats. Il carico di lavoro è ovviamente enorme ed eccezionale. Secondo una nota diffusa nei giorni scorsi da Ats Insubria, i tamponi sono processati in collaborazione con diversi laboratori, pubblici e privati, ma l'organismo ammette alcuni ritardi. A questo si sono aggiunti i blocchi ad alcune "strumentazioni analitiche", con necessità di un intervento tecnico di ripristino.

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Nell'attesa dell'esito, il cittadino è tenuto all'isolamento, agli spostamenti solo per comprovate necessità, all'uso di mascherina anche all'aperto e agli spostamenti con un mezzo privato. Il caso di Emiliano, però, non è l'unico: ad alcuni nella sua stessa situazione, è arrivata una email dalle Ats coinvolte con l'ammissione che non è possibile, attualmente, fornire una tempistica, data la situazione eccezionale. E così chi è rientrato - per turismo o lavoro - da quei Paesi, ora deve aspettare in isolamento.

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