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In Lombardia le vaccinazioni rallentano durante il weekend (e così il virus accelera)

Si tratta di una condizione che si ripete ciclicamente da metà gennaio. Quasi un quarto delle dosi di vaccino inviate alla Lombardia non è stato utilizzato. La situazione

Il coronavirus non rallenta durante il weekend, le vaccinazioni anticovid sì (almeno in Lombardia). Non è un'impressione ma una certezza (granitica): le immunizzazioni vanno a rilento durante il fine settimana e lo dimostrano i dati pubblicati quotidianamente dal Ministero della Salute su GitHub. E no (in questi giorni) non è un calo dovuto alla mancanza di sieri, ma a questo ci arriviamo dopo.

Il rallentamento delle vaccinazioni: cosa succede

Lasciamo parlare i numeri e prendiamo come esempio la settimana appena trascorsa (1°-7 marzo). Bene, dal lunedì al venerdì le immunizzazioni giornaliere sono state mediamente 22.597, durante il weekend la media si è abbassata a 13.996 (con una punta di 9.924 segnata domenica 7 marzo). È un caso? Non proprio. Settimana 22-28 febbraio, da lunedì a venerdì le immunizzazioni si assestavano su una media di 13.043; durante il weekend è scesa a 10.493 (con una punta di 7.744 alla domenica). Non sono due settimane "anomale": la media immunizzazioni svolte nel weekend è sistematicamente più bassa di quella svolte dal lunedì al venerdì. E la situazione si ripete ciclicamente dal 17 di gennaio (come si può vedere dal grafico qui sotto).

Una situazione che stride con le parole pronunciate a inizio febbraio dal coordinatore della campagna vaccinale Bertolaso che sognava una "campagna massiccia di vaccinazione 24 ore al giorno 7 giorni a settimana". La domanda è una sola: perché le immunizzazioni rallentano al sabato e alla domenica? I vaccini (attualmente) non mancano e non sono una "giustificazione" per questa frenata.

I vaccini che restano nei frigoriferi

In Lombardia sono arrivate 1.077.630 dosi di vaccino: 753.930 di farmaco Pfizer; 74.000 del siero messo a punto dall'americana Moderna e 249.700 del composto prodotto da Astrazeneca. L'ultimo carico è arrivato in Lombardia il 28 di febbraio: 40.900 dosi di Moderna; il giorno prima erano arrivate altre 73.900 dosi di Astrazeneca e il 23 di febbraio 104.130 dosi del composto messo a punto da Pfizer e Biontech. Sommate sono 218.930 dosi. Sono tante? È un numero considerevole, basti pensare che nei giorni scorsi l'Italia (prima in Europa) ha bloccato l'esportazione verso l'Australia di 250mila dosi del composto Astrazeneca prodotto nel nostro paese.

Fatto un quadro generale ora si può entrare nel dettaglio: attualmente in Lombardia ci sono 253.958 dosi di vaccini nei frigoriferi. Praticamente il 23% delle dosi consegnate alla Regione sono ferme. Inutilizzate.

Produttore Dosi consegnate Dosi somministrate
Pfizer/BioNTech 753.930 735.198
Moderna 74.000 25.124
Astrazeneca 249.700 63.350

Tabella - Vaccini Lombardia, situazione aggiornata al 7 marzo 2021 (dati Ministero della Salute)

Il vaccino meno somministrato è Astrazeneca, siero di cui non è "necessario" fare scorta dato che necessita di richiamo dopo (almeno) dieci settimane. Nei frigoriferi della Regione ce ne sono 186.350 dosi, il 74% di quelle consegnate dallo Stato. Il motivo (probabilmente) è uno solo: fino a pochi giorni fa il medicinale non veniva somministrato agli over65. A partire da lunedì 8 marzo (quasi sicuramente) verrà utilizzato per immunizzare gli insegnanti.

Il numero di vaccini, comunque, è destinato ad aumentare nelle prossime settimane, almeno secondo le dichiarazioni del coordinatore della campagna vaccinale lombarda (Guido Bertolaso) e del ministro della Salute: "Il ministro Speranza ha detto che dopo Pasqua arriverà una 'grande ondata' di vaccini per tutta Italia e quindi, nonostante le difficoltà e disagi che stiamo vivendo, dobbiamo guardare verso un'assicurazione di questo genere — aveva detto Bertolaso nei giorni scorsi —. Poi, diamo tempo al nuovo commissario, generale Figliuolo, per orientarsi al meglio, ma mi sembra che sia già in linea e coerente con le cose che si debbono fare".

Il ritmo delle vaccinazioni

Il ritmo delle vaccinazioni in Lombardia sta aumentando col passare delle settimane: dall'1 al 7 marzo sono state somministrate 140.977 dosi, dal 22 al 28 febbraio erano state 86.203 e 70.373 dal 15 al 21 febbraio. La crescita c'è ma è ancora lontano l'obiettivo delle 170mila dosi giornaliere. Già, perché la Regione si è prefissata l'obiettivo di vaccinare 6 milioni di Lombardi entro giugno.

Attualmente non è stato reso noto quando scatterà la campagna vaccinale di massa in Lombardia e i dettagli trapelati sono pochi. Di sicuro — almeno secondo le ultime decisioni del Premier Draghi — si andrà con un piano più centralizzato; è un esempio il cambio del gestore del sistema di prenotazione (tra una decina di giorni sarà su infrastruttura delle Poste).

Infrastrutture digitali ma anche fisiche dato che la fase "di massa" nell'Ats di Milano coinvolgerà 2.312 milioni di persone. Per il momento non è stato presentato un piano dettagliato ma secondo quanto trapelato nei giorni scorsi il farmaco verrà somministrato, oltre che negli 'hub' e negli 'spoke', anche nei "centri vaccinali massivi" (l'elenco non è definitivo). Più nel dettaglio saranno: Ospedale in Fiera, Fabbrica del vapore, Museo della scienza e della tecnica, polo fieristico di Abbiategrasso, centro Move in di Cerro Maggiore, palazzetto dello sport di Vizzolo Predabissi, ex filanda di Cernusco sul Naviglio, Palazzo Scintille, Garage Italia, Area Mind/Expo, Forum di Assago.

Per uscire dall'incubo in cui ci ha catapultati il coronavirus bisogna vaccinare. E bisogna vaccinare tanto. Bisogna accelerare. E bisogna farlo adesso.

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