Coronavirus, detenuti in rivolta a Opera: sedie contro i poliziotti, 22 indagati

Si va verso il rinvio a giudizio per alcuni detenuti del carcere milanese

Sarà chiesto il processo per i ventidue detenuti di Opera ritenuti responsabili di vari danneggiamenti all'interno del carcere durante la "rivolta" che si è verificata il 9 marzo 2020, all'inizio del lockdown dovuto all'emergenza sanitaria da coronavirus. I pubblici ministeri Enrico Pavone e Alberto Nobili hanno individuato i "rivoltosi" e sono pronti a chiedere per loro il rinvio a giudizio.

In quelle giornate, rivolte scoppiarono in diverse carceri italiane, la più grave a Modena. Fatti simili accaddero anche a Bollate e San Vittore (dove gli indagati sono dodici). I detenuti protestavano sia perché le regole sanitarie avevano imposto il divieto di visite esterne, sia perché temevano che il sovraffollamento interno potesse causare epidemie da covid.

A Opera alcuni detenuti tentarono di sfondare un cancello interno; vennero inoltre distrutti oggetti come tavoli e finestre di vetro. Un materasso venne dato alle fiamme e alcuni poliziotti penitenziari si videro spruzzare contro lo spray al peperoncino e lanciare addosso le sedie. Per questo, alcuni dei ventidue rispondono anche di minacce e resistenza a pubblico ufficiale.

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