Coronavirus, Sala al fianco dei braccianti agricoli: la battaglia per regolarizzarli subito

Il sindaco si schiera con Aboubakar Soumahoro, l'attivista che lotta per i diritti dei braccianti

Una "battaglia giusta". Il sindaco di Milano, Beppe Sala, scende in campo al fianco di Aboubakar Soumahoro, l'attivista che da settimane lotta per i diritti dei braccianti affinché vengono loro riconosciuti i diritti, ancora di più durante l'emergenza Coronavirus che rischia di lasciare ancora più indietro chi è in difficoltà. 

"Oggi è la 50esima giornata della terra, sembrava una battaglia combattuta dalle élite, ma oggi ci accorgiamo che siamo tutti pienamente coinvolti - ha detto il primo cittadino nel corso dell'ormai consueto video 'buongiorno da palazzo Marino' -. Un mio amico Aboubakar Soumahoro, un sindacalista ivoriano che si occupa dei diritti negati ai tanti braccianti che lavorano nei campi, mi parla di 600mila braccianti, in buona parte immigranti non in regola ma anche tanti italiani che lavorano in nero" che spesso "sono preda della criminalità organizzata". 

"Sono anche in Lombardia, ovunque - ha ammonito il sindaco - e quando noi andiamo al supermercato e compriamo dei pomodori quei pomodori non crescono nella cassetta ma sono raccolti da queste persone che sono in condizioni di vita incredibili e privati dei loro diritti mentre raccolgono i pomodori per noi". 

"Personalmente mi espongo su questa battaglia perché la trovo una cosa giusta - ha sottolineato Sala - e in questa crisi che stiamo vivendo dobbiamo cercare di riflettere su come cambiar le cose. È difficile da dire che è un'opportunità, ma deve spingerci al cambiamento perché chi fa politica deve confrontarsi col senso della realtà e deve vivere il senso della realtà piuttosto che pensare di cavarsela con quattro belle parole in un talk show", ha rimarcato il sindaco.

Poi, in conclusione, un messaggio per i suoi cittadini. "Si sta parlando di fase 2, benissimo. Aspettiamo di vedere cosa deciderà il governo, però vi ricordo - ha chiuso Sala - che siamo ancora nella fase 1 e quindi i comportamenti devono essere da fase 1".

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