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Repertorio

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"A Milano fino al 15% di contagiati ed è anche una buona notizia. Riapertura? Sì all'insegna del cambiamento": il commento di Sala

Il quotidiano video-messaggio del sindaco sui temi trasporti pubblici, commercio e scuole

"Molti rappresentanti della comunità scientifica affermano che a Milano probabilmente i contagiati sono stati intorno al 15%, perché molti sono asintomatici. Ma questa è anche una buona notizia: significa che molte persone sono immuni e possono tornare al lavoro, senza bisogno della mascherina". Queste le parole del sindaco Beppe Sala a proposito dei test sierologici (quelli che determinano la 'patente di immunità') nel suo video messaggio di lunedì.

Il primo cittadino ha ragionato sulle possibili modalità della riapertura in programma per il 4 maggio: "Io non so quando il governo deciderà di riaprire. Quello che so è che non voglio che Milano si faccia trovare impreparata. Per cui si riaprirà innanzitutto quando lo diranno medici e scienziati. Ma in più ce lo dovranno dire con anticipo, cosa che non è così scontata, perché la riapertura va pianificata".

"Se si torna al lavoro - ha continuato Sala - bisogna fare chiarezza anche sulle mascherine dicendo ai cittadini chi ci pensa: il governo, le aziende o loro stessi. La stessa chiarezza da parte del governo è necessaria per i mezzi pubblici. Noi possiamo limitare l'afflusso con vari metodi. Ma si deve promuovere ancora di più lo sharing di scooter e bici elettriche".

Il sindaco ha ragionato anche sulla riapertura delle scuole, che si ipotizza possa avvenire a settembre. "Ci vuole fantasia. Le possibilità sono tante ma bisogna trovare modi nuovi. Assumere altri docenti, fargli fare attività non didattiche online oppure portare le classi nei teatri e nei cinema. Trovo inaccettabile l'idea che ci si arrenda".

Lo stesso principio per Sala vale nel settore commercio: "Noi possiamo non fare pagare alcune tasse - ha dichiarato -. Ma anche qui è fondamentale il tema degli orari, forse estendoli anche alla sera.  Se vogliamo riaprire dobbiamo abbandonare le nostre vecchie abitudini e rigidità. In questo momento non si può dire non si può".

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