Didattica a distanza, Sala: «Nell'ordinanza condivisa coi sindaci non c'era, è stata aggiunta dopo»

La ricostruzione del sindaco su come si è arrivati alle lezioni a distanza per le scuole superiori in Lombardia

L'ordinanza sulla didattica a distanza? «Non corrispondeva alla bozza vista da noi sindaci». E' esplicito Beppe Sala, primo cittadino di Milano, intervenendo al consiglio comunale online sull'emergenza Covid in corso in città. Nel suo discorso, in cui ha affrontato a 360 gradi tutti gli aspetti dell'emergenza, torna sulla scelta della Regione Lombardia di applicare la dad, didattica a distanza, per tutte le scuole superiori da lunedì 26 ottobre al fine di allentare la "pressione" sui mezzi di trasporto.

Il sindaco ricostruisce i passaggi attraverso cui, dalla bozza di ordinanza, si è arrivati alla firma. E sottolinea che i sindaci dei capoluoghi lombardi non sapevano della dad. «Lunedì 19, alle 15, si discute tra sindaci, la discussione si chiude in un paio d'ore e il presidente Fontana ci dice, su nostra richiesta: stasera o al massimo domattina vi do l'ordinanza che stiamo discutendo», spiega Sala. «La sera non arriva niente, martedì mattina non arriva niente. Martedì sera apprendiamo dai giornali che Salvini sta dicendo a Fontana di non firmare».

E' lo "scontro" interno alla Lega tra il leader e il presidente di Regione. Il primo si era dichiarato contrario al coprifuoco contenuto nella bozza, dalle 23 alle 5, che poi verrà comunque approvato. I giornali riportano il dibattito interno in casa Lega e di dad ancora non si parla. «Alle 11.42 (di mercoledì, n.d.r.) il presidente di Anci ci dice di far in fretta ad approvare perché Fontana ha firmato con il ministro Speranza e alle 11.42 manda un testo lungo e chiude la discussione alle 12.24. Passano 42 minuti e passa l'ordinanza», ricostruisce Sala durante il consiglio comunale. 

La dad spunta nell'ordinanza a sorpresa

Il primo ad accorgersi dell'inclusione della dad nel testo è stato Mauro Gattinoni, sindaco di Lecco. Che scrive ai suoi colleghi: «Attenzione, nella bozza di questa mattina non c'era l'inciso riguardante l'intero gruppo classe». Sala nota: «Quando viene firmata l'ordinanza noi abbiamo visto una bozza che non corrispondeva all'ordinanza firmata. Inoltre nella bozza si parlava di didattica digitale e non di dad. Questa cosa cambia radicalmente il senso della proposta perché nella versione iniziale si poteva smezzare il gruppo classe, in questa ultima versione no. Parecchi sindaci già la sera stessa si dissociano, io mi dissocio la mattina dopo». Le ricostruzioni successive parlano di dad inserita all'ultimo momento "contro" la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, fortemente contraria alle lezioni non in presenza.

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