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Un'immagine dell'assemblea in Triennale (Fb)

Un'immagine dell'assemblea in Triennale (Fb)

Lavoratori dello spettacolo, Sala in assemblea: «Il ministro Franceschini venga a Milano»

Il sindaco e l'assessore Del Corno hanno partecipato all'assemblea dei lavoratori dello spettacolo in Triennale. Sala: «Necessari reddito di continuità e visione a lungo termine»

Il sindaco di Milano Beppe Sala e l'assessore alla cultura Filippo Del Corno hanno partecipato, in Triennale, all'assemblea pubblica dei lavoratori dello spettacolo lombardi, mercoledì nel tardo pomeriggio. E Sala ha proposto ai lavoratori di elaborare una piattaforma di richieste concrete, per poi chiedere al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini di venire a confrontarsi a Milano.

«Il ministro va richiamato a Milano, ma avendogli dato un'agenda delle questioni su cui vogliamo discutere. E' necessario lavorare sul breve periodo perché c'è un tema di reddito di continuità, poii c'è una visione di lungo termine su cui bisogna alzare il profilo dell'ambizione», ha affermato il sindaco. «E' giusto provare dalla Lombardia, e vedere se si può usare questa come area di test».

Il settore culturale, che nel complesso dà lavoro a oltre un milione di persone in Italia, è in lockdown dal 23 febbraio; dal 15 giugno sono ripartiti gli spettacoli dal vivo e i cinema ma con stringenti limitazioni di capienza, che hanno portato diverse sale teatrali e cinematografiche a rimandare comunque la riapertura. I lavoratori dello spettacolo (artisti, ma anche tecnici, macchinisti, maschere, addetti alla biglietteria, promoter e tante altre figure collaterali) dovrebbero, in teoria, ricevere il bonus di 600 euro per marzo, aprile e maggio, ma molti non l'hanno ancora visto.

«I lavoratori - ha commentato Sala - chiedono di poter discutere di come si tornerà alla normalità. E questo è il tema fondamentale, perché si va verso una normalità che non sarà quella di prima, ma dovrà essere tale da permettere loro di lavorare e ai cittadini di godere della loro arte». Il sindaco ha promesso di farsi portavoce delle istanze dei lavoratori dello spettacolo, presso il Governo e non solo. «Credo che il contributo che possiamo dare sia questo», ha concluso.

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