Sala non cambia idea sul lockdown: "Io voglio vedere i dati, sono il padre di questa comunità"

Il sindaco torna a parlare dell'ipotesi lockdown, tra dubbi sui dati e richieste economiche

Beppe Sala tira dritto. Il sindaco di Milano, da un paio di giorni impegnato in una sorta di battaglia a distanza con il ministero della salute sull'ipotesi lockdown per il capoluogo, non cambia strada e continua a predicare calma nella gestione di questa seconda ondata di coronavirus, che sta colpendo forte proprio sotto la Madonnina. 

Nell'ormai consueto video mattutino postato sui social, il primo cittadino ha spiegato ai milanesi che "torno a parlarvi in maniera diretta perché non voglio rischiare che in giorni così critici ci siano fraintendimenti e poca chiarezza rispetto all'azione dell'amministrazione". 

Il riferimento, chiarissimo, è alle polemiche nate mercoledì dopo la lettera che Sala e il collega di Napoli, Luigi De Magistris, hanno scritto al ministro della salute, Roberto Speranza, per avere maggiori informazioni su un potenziale lockdown nelle due città e per chiedere - neanche troppo velatamente - di avere tutti i dati. "La cosa che mi preoccupa è che è come se si volesse creare l'idea che c'è un partito del no lockdown rappresentato da me e De Magistris e un partito del lockdown rappresentato dal ministro della salute", ha proseguito il sindaco. 

"Non è così e vi voglio dire tre cose sul lockdown. Se s'ha da fare, io da sindaco e da padre di questa comunità voglio vedere i dati, voglio essere coinvolto, voglio essere partecipe della decisione - ha rimarcato Sala -. Non voglio ipotesi sui giornali fatte filtrare, anzi comunicate da un consulente del ministero", ha detto, facendo riferimento alle parole di Walter Ricciardi che avevano innescato il botta e risposta con Roma. 

"Seconda cosa. Non è che noi non rischiamo di andare verso un lockdown - ha ammesso il primo cittadino -, ma abbiamo messo in atto misure che sono già dolorose. Pensate ai ristoratori, ai bar, alla comunità dello spettacolo, ai tassisti, al mondo dello sport. Vogliamo vedere che effetto hanno queste azioni, vogliamo darci qualche giorno", ha chiesto il sindaco pensando chiaramente all'ultimo Dpcm. "Perché il giorno dopo queste misure si dice «poi forse si fa il lockdown?»". 

E ancora: "E poi c'è un terzo motivo. C'è una mano che toglie e una mano che dà. Verso un lockdown generale io voglio capire come funziona la mano che dà e quindi - ha concluso Sala - il mio governo mi deve dire come mi aiuta con la comunità milanese e come chi sarà in difficoltà sarà sostenuto". 

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