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Coronavirus in zona rossa, il sindaco di Milano, Sala: "Su chiusura scuole abbiamo esagerato"

E proprio giovedì 18 marzo è prevista una protesta di genitori, studenti e insegnanti

"Abbiamo esagerato e stiamo esagerando sul tema della chiusura delle scuole, non possiamo non vedere il disagio che i ragazzi hanno, si stanno sviluppando patologie gravissime da disagio". A parlare è il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, criticando il tema e la scelta del Governo di chiudere le scuole per l'aumento dei contagi da covid. Lo ha fatto nel corso di un evento online con Carlo Calenda, dedicato al tema del Recovery Fund. "Noi stiamo chiedendo un po' troppo e abbiamo esagerato con la Dad", ha concluso.

La protesta per la riapertura della scuola

E proprio giovedì 18 marzo è prevista una protesta di genitori, studenti e insegnanti. Tutti insieme in piazza, tutti insieme per chiedere la stessa cosa: di poter tornare in classe. Il mondo della scuola milanese scende ancora una volta in strada per protestare contro la decisione di chiudere gli istituti di ogni ordine e grado presa a causa della nuova avanzata del covid. 

L'appuntamento è alle 10, sotto la regione - in piazza città di Lombardia - per una manifestazione organizzata dal comitato "Educhiamo", che riunisce titolari ed educatori delle scuole dell'infanzia. "«La  scuola è come un paracadute, funziona solo quando è aperta», potremmo dire parafrasando una famosa frase di Albert Einstein. Ormai - spiegano in una nota i promotori dell'iniziativa - è chiaro a tutti che è così e che tenere chiuse le scuole abbia provocato e provocherà  danni alla psiche e gravi lacune all’apprendimento dei bambini e dei ragazzi. Lo dicono i dati accessibili a tutti sulle percentuali di tentati suicidi tra gli adolescenti registrati in questo ultimo anno, sull’affollamento dei reparti pediatrici psichiatrici, sull’abbandono scolastico. Lo dice l’Oms quando chiarisce che la Dad non può sostituire la relazione necessaria all’apprendimento. A chi importa? Non a coloro che hanno il potere di averne deciso nuovamente la chiusura", sottolineano dal comitato. 

"Ormai è altrettanto chiaro che scuole aperte significa contenere la diffusione del virus, piuttosto che indurre le persone a trovare soluzioni di fortuna per la gestione dei bambini, spesso attuando esattamente ciò che andrebbe evitato: l’aiuto dei nonni e un calendario di babysitter. Perché lo affermiamo? Perché anche su questo i dati ci sono, sono pubblicati dalle Ats e dalle Asl e dicono esattamente che il virus non si fomenta nelle scuole", rimarcano gli organizzatori della manifestazione, che questa volta vedrà in piazza anche i piccoli degli asili, insieme ai loro genitori.
 
"A chi importa? In questo caso a chi vuole fermarlo lavorando in modo scientifico e non alla cieca ma evidentemente dopo 1 anno siamo ancora in balia dell’incertezza o dell’ignoranza o della non volontà? Ormai è altrettanto chiaro - proseguono - che il virus non contagia e non si veicola nei bambini da 0 a 6 anni eppure vengono chiusi nidi e scuole d’infanzia e servizi di supporto alla crescita come centri per famiglie, ludoteche, gettando i genitori lavoratori nella disperazione, perché ormai è questo il sentimento più diffuso. A chi importa? A troppi pochi se con tanta facilità anche lo 0-6 è stato chiuso".

"Eppure - evidenziano da Educhiamo - a moltissimi importa, a quelle decine di migliaia di genitori, operatori e ragazzi che scendono nelle piazze in queste ultime settimane per dire che così non è accettabile". Ed è proprio quello che ripeteranno, ancora una volta, bimbi, genitori, studenti più grandi, insegnanti e titolari dei nidi giovedì sotto la regione. 

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