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Coronavirus, Lombardia zona rossa. Sala: "Governo dia soldi". No posti di blocco

Il commento del primo cittadino di Milano

Non saranno al momento organizzati posti di blocco fuori Milano per controllare gli ingressi e verificare chi esce e chi entra. E' quanto emerge dal comitato per l'ordine e la sicurezza convocato in via straordinaria domenica mattina in Prefettura per esaminare il decreto del Governo, firmato nella notte tra sabato 7 e domenica 8 marzo, che istituisce una sorta di zona rossa in tutta la Lombardia e in altre province.

L'emergenza Coronavirus viene quindi combattuta con grande rigore ma senza al momento forzare la mano. Niente posti di blocco sulle strade, ma il controllo "a tappeto" dei bar e ristoranti affinché rispettino la chiusura alle sei di pomeriggio.

Il commento di Sala

"E' più che ovvio che siamo in emergenza sanitaria - ha commentato il sindaco di Milano Beppe Sala in riferimento all'ordinanza - ma il blocco di un quarto del Paese (che però in termini economici vale tre quarti) produrrà danni incalcolabili alle famiglie italiane. Non per qualche settimana, ma per un lungo periodo".

"Non è una questione di Pil, ma di reddito familiare", ha aggiunto il sindaco: "Di chi perderà il lavoro, di chi è già in difficoltà e vedrà peggiorare la sua situazione. Mi aspetto dal Governo una risposta rapida e decisa su questo fronte, che non si risolva in misure fiscali ma che preveda forti iniezioni di liquidità. Serve un grande investimento finanziario per supportare un territorio che traina l’Italia da decine di anni". 
 

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