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L'affondo di Sala: «Male l'Europa sui vaccini anti Covid»

Il sindaco è intervenuto durante un dibattito online con Carlo Calenda, segretario di Azione, eurodeputato e candidato sindaco di Roma

«Siamo europeisti ultra convinti, ma non si può dare un giudizio positivo sull'Europa rispetto a quello che sta succedendo sui vaccini». E' netto il giudizio di Beppe Sala, sindaco di Milano, riguardo alle vaccinazioni Covid in Unione Europea, espresso durante una diretta live con il segretario di Azione Carlo Calenda (candidato sindaco di Roma) e la giornalista del Sole 24 Ore Sara Monaci sul tema del Recovery Fund, ma che ha spaziato su altri temi. Il primo cittadino meneghino ha per esempio parlato anche di scuola, affermando che si è esagerato con la prudenza e che la didattica a distanza ha provocato "livelli gravissimi di disagio" ai giovani e giovanissimi.

"Vediamo gli Usa e la Gran Bretagna in uno stato avanzatissimo, poi ci sono esempi di Paesi piccoli come Israele (che sono) molto avanti", ha aggiunto Sala. Riferendosi poi alla sospensione dell'utilizzo del vaccino di Astrazeneca in Italia e in diversi altri Paesi europei, ha commentato che "avventurarsi a dare un giudizio è difficile. Rimane il fatto che, a naso, i possibili decessi per trombosi sono stati quindici su diciassette milioni (di vaccini). Questi tre o quattro giorni di stop causano altri quindici morti o no? Sono giudizi superficiali, però è chiaro che, nell'età dell'iper-informazione, parte un sassolino così e diventa una valanga inarrestabile".

Astrazeneca, in attesa di decisione di Ema

E giovedì 18 marzo è il "giorno della verità" su Astrazeneca: l'Ema (Agenzia europea del farmaco) dovrebbe esprimersi sull'uso del vaccino dopo la sospensione in Italia, Germania e altri quattordici Paesi europei. Le voci di corridoio suggeriscono che l'agenzia darà il via libera, ritenendo che i benefici della vaccinazione siano enormemente superiori ai rischi, ma probabilmente mettendo qualche "paletto" o raccomandazione in più rispetto al bugiardino attualmente ufficiale. 

L'Ema quindi potrebbe arrivare a un sì condizionato al vaccino Astrazeneca per alcune categorie che sono più a rischio di eventi trombotici: si è molto parlato delle donne che assumono la pillola anticoncezionale ma potrebbero esservi anche i pazienti in chemioterapia, i malati di trombofilia, chi soffre di malattie infiammatorie come artrite reumatoide o lupus, l'obesità severa, gli affetti da sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi, chi ha già avuto episodi di trombosi, chi è costretto a una immobilità forzata. E tutti dovranno "combattere" con la possibilità che, ora, il vaccino Astrazeneca venga percepito come meno sicuro degli altri da parte della popolazione.

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