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Coronavirus, didattica alternata, gli studenti: "Non chiudete le scuole, garantite le lezioni"

Lo hanno denunciato l'Unione degli studenti della Lombardia. Ecco la loro posizione

L'ordinanza della Regione Lombardia che prescrive per le scuole superiori la didattica alternata a distanza e in presenza "non solo getta ancora più nel caos la popolazione scolastica, ma non tiene conto del fatto che già troppe scuole stanno facendo lezione a distanza, a causa dei mancanti finanziamenti di governo, regione, enti locali". È quanto denuncia Giulia Convertini dell'Uds Lombardia, l'Unione degli studenti.

La didattica a distanza, sottolinea Ludovico Di Muzio, rappresentante dell'Uds regionale, "non è mai scomparsa, proprio per l'incapacità di chi ci governa di garantire una didattica in presenza sicura e di qualità. Le nostre scuole non possono essere capro espiatorio della società. Siamo stufi di essere l'ultima ruota del carro. Pretendiamo garanzie sull'aumento delle corse dei mezzi pubblici, sull'ampliamento degli spazi, sulla prevenzione sanitaria, sul diritto allo studio''.

Scuole, cosa dice la nuova ordinanza della Regione

L'ordinanza della Regione dispone la didattica a distanza, alternata ad attività in presenza (eccetto i laboratori), per le scuole secondarie di secondo grado e le scuole professionali. Non solo, c'è anche una raccomandazione alle università di organizzare le attività per promuovere il più possibile la didattica a distanza. Il tutto sia per evitare i contagi all'interno delle scuole e degli atenei, sia soprattutto per "alleggerire" i mezzi di trasporto ed evitare assembramenti anche momentanei di persone.

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