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«La scuola sia sempre aperta, anche in zona rossa». I comitati fanno ricorso

La richiesta di un intervento della Corte costituzionale attraverso il Tar del Lazio

La didattica a distanza, anche in zona rossa, viola il diritto fondamentale all'istruzione e anche il diritto alla salute. E' questo il senso del ricorso presentato al Tar del Lazio dal comitato milanese "A scuola!", insieme a rappresentanti di "Studenti presenti" e altre realtà di varie Regioni italiane.

Secondo il comitato, la richiesta al Tar è quella di sollevare una questione di costituzionalità davanti alla Corte costituzionale, in relazione all'automatismo che rende le scuole chiuse in zona rossa. Gli articoli della Costituzione che verrebbero violati sarebbero il 2, il 3, il 32, il 34 e il 117 (primo comma). Il comitato tuttavia non nega la gravità della pandemia Covid. Ma si dice preoccupato per la «sistematica reiterazione di misure anti Covid che, a distanza di oltre un anno dalla dichiarazione dello stato di emergenza, continuano a sacrificare in modo del tutto irragionevole e sproporzionato il diritto all’istruzione dei nostri ragazzi, compromettendone altresì la salute psicologica e le capacità relazionali».

L'Italia infatti vanterebbe il "primato" in Europa per la durata della chiusura delle scuole. Il comitato ribadisce che la Costituzione richiamerebbe l'idea di una scuola "aperta a tutti", intesa come "comunità", non come diritto a ricevre nozioni.

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