Giovedì, 5 Agosto 2021
Alessandro Gemme

Opinioni

Alessandro Gemme

Giornalista MilanoToday

Io 2 dosi, la mia compagna no: se regna la confusione

Per il momento la scelta è a totale discrezione del medico che effettua l'anamnesi prima della somministrazione. Il fatto

La campagna vaccinale in Lombardia sta viaggiando a gonfie vele. Il generale Figliuolo, Fontana, Moratti e Bertolaso hanno messo in piedi una vera e propria macchina da guerra che funziona come una catena di montaggio. Però c'è un però: sembra non esserci una linea comune sulla gestione dei vaccini per chi ha già contratto il coronavirus. L'ho provato (letteralmente) sulla mia pelle.

Piccolo passo indietro: a novembre sia la mia compagna che io abbiamo dovuto fare i conti con il covid. Fortunatamente non abbiamo sviluppato una forma grave, anzi il vero problema è stato stare chiusi in casa (un bilocale di 60 metri quadri) per 28 giorni. La nostra quarantena è terminata l'8 di dicembre quando abbiamo ricevuto il risultato del tampone svolto il giorno prima: negativo per entrambi. Mercoledì 26 maggio alle 21:35 tutti e due abbiamo prenotato il vaccino anti-covid. Stesso posto (il centro vaccinale di Cerro Maggiore) ma con solo un giorno di differenza dato che Giulia è riuscita a infilarsi esattamente 24 ore prima di me. Entrambi abbiamo ricevuto una iniezione di Pfizer ma per Giulia sarà l'unica, io dovrò fare il richiamo a fine luglio. La domanda sorge spontanea: perché? Alla fine abbiamo un profilo del tutto identico, siamo "giovani" e senza problemi di salute.

Due casi isolati, certo che no: Elisa (professoressa di 31 anni) ha contratto il covid a ottobre, a fine marzo ha ricevuto la prima dose di Astrazeneca e qualche giorno fa ha fatto il richiamo con il farmaco della casa anglo-svedese. Stessa cosa per Luca, caregiver di 31 anni che ha contratto il covid a inizio ottobre e ha ricevuto entrambe le dosi del vaccino Pfizer.

In breve: la seconda dose per chi ha già contratto il covid è a discrezione del medico che fa l'anamnesi prima dell'inoculazione, come si può leggere nelle Faq dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) riportate qui di seguito.

Chi ha già avuto un’infezione da COVID-19, confermata con test molecolare, può vaccinarsi?

Nei soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2 (decorsa in maniera sintomatica o asintomatica) è possibile considerare la somministrazione di un’unica dose di vaccino anti-SARS-CoV-2/COVID-19 purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dalla documentata infezione e preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa. Ciò non è da intendersi applicabile ai soggetti che presentino condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici, nei quali si raccomanda di proseguire con la schedula vaccinale autorizzata.

Servirebbe una linea comune su questi casi altrimenti si rischia di creare più confusione di quella che si è generata con il vaccino Astrazeneca. E non possiamo permettercelo.

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