Coronavirus, la città che dice ancora no alla movida: "Fate festa, ma a tutto c'è un limite"

Il sindaco di Segrate: "Una nuova ordinanza anti movida". Limiti di orari per asporto e pub

Il sindaco Paolo De Micheli

Festa sì. Esagerazione no. C'è una città che dice ancora no, o almeno parzialmente, alla movida. Succede a Segrate, dove mercoledì il sindaco Paolo De Micheli ha deciso di firmare una nuova ordinanza per evitare "schiamazzi e assembramenti" che "non sono tollerabili", tanto per la tranquillità dei residenti quanto perché l'attenzione sul tema emergenza coronavirus va tenuta ancora alta. 

"Domattina firmerò una nuova ordinanza anti movida - ha annunciato lui stesso martedì -. Per i prossimi due mesi obbligo di chiusura entro l’una e divieto dopo le 23.30 di asporto e consumo all'aperto di bevande alcoliche nei quartieri di Segrate centro e San Felice. Spiace dover arrivare ancora una volta a soluzioni estreme, ma la tranquillità delle notti dei segratesi e il divieto di assembrarsi per prevenire il contagio Covid sono ancora una priorità".

"I bivacchi, gli schiamazzi, le urla fino a notte inoltrata e in generale le situazioni di degrado che si presentano la mattina all'esterno di alcune attività commerciali non sono tollerabili - ha rimarcato il primo cittadino -. L'impegno delle forze dell'ordine nel presidio di un territorio vasto e complicato come il nostro non sempre è sufficiente se una parte della clientela di questi locali, nonostante gli apprezzabili sforzi dei gestori, non è per nulla collaborativa e se i più esagitati impediscono ai cittadini di prendere sonno. Alla fine, purtroppo, ci vanno di mezzo i clienti tranquilli e soprattutto gli imprenditori che stanno uscendo da un periodo difficilissimo, ma chi pensa di potersi permettere di tutto deve darsi una regolata".

"La fase acuta del lockdown è passata da due mesi, la possibilità di stare all'aperto e fare festa con gli amici è consentita, ma a tutto c'è un limite", ha sottolineato il primo cittadino. Le nuove regole per ora valgono per il centro e per il quartiere San Felice, ma anche la zona di Lavanderie è "nel mirino". 

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A Segrate in totale ci sono stati 312 pazienti guariti dal coronavirus e 34 vittime. Al momento una sola persona, un bimbo di 5 anni, risulta positivo. 

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