Gli scienziati della Regione: "Lo smog non facilita i contagi da coronavirus"

Lo hanno messo nero su bianco alcuni scienziati della Regione in un documento

La correlazione tra inquinamento e diffusione del Coronavirus "non è dimostrata". Lo ha affermato Regione Lombardia nella giornata di sabato 21 marzo basandosi sulle considerazioni pubblicate dalla Società Italiana di Aerosol che raccoglie circa 150 ricercatori esperti in materia di particolato atmosferico tra Università, Enti di ricerca, Arpa.

"Vanno evitati allarmismi attraverso informazioni che non si basano su evidenze scientifiche. Regione Lombardia - ha detto l'assessore all'ambiente e clima Raffaele Cattaneo - sta mettendo in campo tutte le proprie risorse per affrontare nel migliore dei modi questa emergenza".

Ecco il testo frutto di una verifica tecnica degli assessorati all'ambiente delle Regioni Lombardia e Emilia Romagna.

La posizione degli scienziati delle Regione

In questi giorni è circolata una nota (Position paper), a firma di alcuni ricercatori italiani, che riporta una presunta associazione tra inquinamento da particolato atmosferico (PM) e diffusione del COVID-19.

L'analisi presentata appare lacunosa, come riportato nella nota diffusa da IAS e soprattutto non arriva a dimostrare un nesso di causalità tra l'elevato inquinamento atmosferico e la diffusione del virus. Nella attuale situazione di crisi sanitaria è più che mai necessario evitare di diffondere informazioni inutilmente allarmanti e non sufficientemente verificate. Pertanto, si invita la comunità scientifica ad agire con la massima responsabilità nel diffondere risultati ancora ipotetici e che non siano stati condivisi nell'ambito dei normali percorsi di peer-review.

Infine, il position paper ipotizza che il particolato atmosferico possa costituire un vettore (carrier) per il trasporto del virus aumentando così il ritmo del contagio e sollecita "misure restrittive di contenimento dell'inquinamento".

Dal punto di vista della gestione della crisi sono già in atto tutte le possibili misure restrittive per evitare il contagio. Tali misure hanno anche conseguenti effetti di contenimento delle principali sorgenti di inquinamento atmosferico (limitazione degli spostamenti con conseguente e relativa forte riduzione del traffico, rallentamento delle attività produttive, ecc.). Le istituzioni stanno tenendo sotto costante osservazione i dati di qualità dell'aria anche per valutare gli effetti di queste limitazioni sulla concentrazione degli inquinanti.

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A questo scopo sono state attivate dai servizi regionali ambiente e sanità e dalle Agenzie ambientali, specifiche iniziative volte ad indagare in modo approfondito le relazioni tra inquinamento atmosferico, condizioni meteorologiche e misure di limitazione utilizzando tutte le strutture messe a punto a livello interregionale da specifici progetti di cooperazione e ad approfondire le indagini epidemiologiche basate su dati sufficientemente estesi e completi e gli studi dei meccanismi di interazione che consentano di trarre conclusioni basate su solidi dati scientifici.

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