Milano, sospese cremazioni per non residenti. Picchi di 80 morti al giorno in città

Il Comune riapplica l'ordinanza di marzo. La "pressione" sul forno crematorio di Lambrate stava diventando eccessiva

Viene sospesa la cremazione a Lambrate dei defunti non milanesi a partire dal 5 novembre. A stabilirlo è una determina dirigenziale del Comune di Milano che interviene per "calmare" la crescente pressione sul forno crematorio cittadino che, per evitare conseguenze igienico-sanitario, fu chiuso per alcune settimane durante la prima ondata di contagi Covid in primavera.

Rispetto alla media di 46 decessi al giorno nel Comune di Milano, i picchi registrati in questo periodo parlano di 80 decessi al giorno e anche più, collegati alla seconda ondata di Covid. La chiusura attuale è in via precauzionale, ma anche a marzo si incominciò dai non residenti. La speranza, ovviamente, è che la mortalità scenda e si possa tornare ai soliti ritmi.

Chi muore a Milano senza essere residente, dunque, non potrà essere cremato; ma il Comune non addebiterà le tariffe cmuniali applicate al servizio di sepoltura della salma. Nella determina, datata 3 novembre, si legge che è tuttora in vigore l'ordinanza 16/2020 del 26 marzo che, appunto, andava a limitare l'accesso alle quattro linee di forno crematorio di Lambrate in caso di aumento delle richieste nel caso in cui la "capacità di risposta" sia superata. 

"La situazione - si legge - sta compromettendo la normale capacità operativa del crematorio e del deposito di Lambrate, con tempi di attesa per le cremazioni superiori a cinque giorni dall'arrivo a Lambrate dei feretri". Fino a nuova determina, dunque, viene sospesa la cremazione dei non residenti.

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