Spettacolo e covid, Del Corno: «Chiedo al ministro di indicare date certe per la ripartenza vera»

Gli operatori hanno bisogno di conoscere le date in cui le sale potranno riaprire con la capienza completa

L'Estate Sforzesca: foto di Filippo Del Corno

Calendarizzare in modo preciso le future tappe di una progressiva riapertura dei luoghi di spettacolo. E' tornato a chiederlo l'assessore milanese alla cultura Filippo Del Corno, durante la presentazione del festival MiTo 2020. Del Corno si è rivolto direttamente a Dario Franceschini, ministro dei Beni Culturali: «Sappiamo tutti perfettamente che, qualora dovesse ripartire la diffusione epidemica, saremo pronti a tornare indietro, ma in questo momento per gli enti locali e per tutti gli operatori culturali sul territorio è cruciale avere un calendario ragionevole e ragionato di progressive riaperture».

Attualmente vige ancora la disposizione della capienza massima di duecento persone al chiuso e mille all'aperto, anche se ad esempio la Regione Lombardia ha stabilito che una commissione speciale può valutare la capienza massima sala per sala e questo ha consentito alla Scala di riaprire i battenti con seicento persone. Comunque troppo poche. 

I gestori delle sale hanno bisogno di conoscere in anticipo il momento in cui potranno (salvo, s'intende, repentine nuove chiusure all'acutizzarsi dell'epidemia da covid) riaprire le sale alla capienza naturale, perché la programmazione dipende anche da questo. Ci sono spettacoli che non è possibile mettere in scena con poco pubblico, perché sarebbe antieconomico farlo. Ma gli spettacoli non possono essere messi in scena da un giorno all'altro, serve un minimo di calendarizzazione, serve un tempo congruo per la vendita dei. biglietti e così via.

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«Il mondo dello spettacolo - ha concluso Del Corno - ha dimostrato di sapere esprimere una responsabilità incredibile, perché ha immediatamente chiuso quando è stato necessario farlo e si è subito messo al lavoro per mettere in sicurezza le condizioni degli spettatori nel momento in cui le possibilità di riapertura sarebbero state determinate. Credo che il governo debba basarsi su questo senso di fiducia e di responsabilità che gli operatori dello spettacolo dal vivo hanno dimostrato, proprio per far sì che si costruisce un calendario ragionevole e ragionato di riaperture».

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