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Il Pat - Foto Ansa

Il Pat - Foto Ansa

Coronavirus, stop alle visite dei parenti al Pio Albergo Trivulzio

La decisione "a causa del riscontro dell'andamento epidemico in repentina e continua crescita", come si legge in una nota dell'istituto

Stop alle visite dei familiari dei degenti al Pio Albergo Trivulzio, ancora al centro dell'inchiesta della Procura di Milano sui numerosi decessi avvenuti nelle Rsa lombarde durante l'emergenza coronavirus.

Stop alle visite

"A causa del riscontro dell'andamento epidemico in repentina e continua crescita sul territorio nazionale - comunica l'istituto milanese per anziani - l'unità di coordinamento aziendale ha disposto la chiusura delle visite ai parenti dal 9 ottobre 2020".

"Proseguono - continua la comunicazione del Pat - il servizio delle videochiamate, il progetto chiamata proattiva e il servizio di chiamata di aggiornamento delle condizioni cliniche di ospiti e pazienti al fine di garantire la comunicazione con i familiari".

"Non ci fanno vedere gli anziani neanche dietro un vetro", avevano detto alcune famiglie lo scorso maggio facendo appello alla sensibilità dei dirigenti della struttura per poter aver almeno un contatto visivo con i propri cari dopo mesi di dolore e sofferenza. La risposta però era stata negativa.

Il Pat denunciato

Sempre a maggio, inoltre, Franco Ottino, infermiere del Pio Albergo e sindacalista Cisl aveva denunciato che il direttore generale dell'istituto Giuseppe Calicchio "avrebbe intimato a un infermiere del reparto Bezzi di togliersi la mascherina, minacciandolo, in caso di rifiuto, con l'immediato licenziamento"

La segnalazione dell'infermiere non era stato un caso isolato. Numerose erano state infatti le denunce presentate dai familiari degli anziani e dagli impiegati del Trivulzio (rappresentati dagli avvocati Luca Santa Maria e Luigi Santangelo) per una preunta serie di carenze nella gestione della salute e sicurezza all'interno dell'istituto e nella fornitura di dispositivi di protezione. 

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