"Io, senza lavoro per il covid salvata dal mio orto": la storia di Carmen

Residente a Baggio, oltre a dedicarsi alla coltivazione di frutta e ortaggi, ha dato vita a un gruppo Facebook molto attivo dove ci si scambiano consigli green

Carmen Russo nel suo orto a Baggio

Come molti durante il lockdown si è trovata in difficoltà, costretta in casa e senza lavoro, con i bollettini che ogni giorno annunciavano dati sempre più allarmanti. Ma non si è data per vinta e invece di cedere all'angoscia si è armata di zappa e annaffiatoio e si è dedicata alla coltivazione del suo orto. Non solo. Dopo aver scoperto di avere il pollice verde (il suo giardino pullula di piante floridissime), ha creato il gruppo Facebook Il mio e il tuo orto che in poco tempo ha raccolto quasi mille iscritti, molto attivi nello scambio di consigli su temi green. È la storia di Carmen Russo, milanese (d'adozione) residente a Baggio, che ha condiviso la propria esperienza con MilanoToday.

Un orto a Milano, ci racconti come è possibile

"Io l'ho fatto per la prima volta nel mio giardino di 30 metri quadri che però ora sta 'esplodendo' da quante cose ci sono. Ma basta anche solo un piccolo balcone. Esistono ad esempio orti in verticale - come il Bosco ma con le verdure - sviluppati grazie a tubi di plastica nei quali crescono le piante".

E lei cosa coltiva?

"Un po' di tutto. Come dicevo l'orto è molto 'concentrato', ci sono pomodori, ma anche cose particolari come zucchine gialle rare e pregiate, fagiolini nani o basilico nero".

Come le è venuta l'idea di coltivare un orto in città?

"È stato nel momento più difficile dell'emergenza coronavirus, durante il lockdown. Mi sono trovata in disoccupazione e dedicarmi alla coltura mi ha distratto parecchio, salvandomi da quel periodo così triste. Coltivare il mio orto per me è stato un antidoto allo stress e devo dire che ho sentito tante altre persone a cui ha fatto lo stesso effetto".

Ma il suo orto è diventato in qualche modo anche virtuale...

"Sì, nel frattempo ho creato un gruppo per noi appassionati. All'interno ci sono contadini e persone che hanno il mio stesso interesse. Tutto è nato per gioco, senza uno specifico obiettivo se non quello di creare uno spazio di distrazione e relax per tutti, oltre a rendere disponibili consigli su rimedi naturali o ricette con prodotti dell'orto. Gli iscritti, da tutt'Italia e anche qualcuno dall'estero, sono diventati sempre di più e sono molto attivi".

Cosa consiglia a chi vuole cimentarsi per la prima volta con la coltivazione di frutta e verdura?

"Suggerisco innanzitutto di iscriversi al gruppo e chiedere spunti a noi tutti perché proprio lì io personalmente sto crescendo molto. Si possono domandare anche le cose apparentemente più banali: c'è sempre qualcuno che risponde e consiglia. Poi è fondamentale metterci tanta passione perché le piante sentono l'amore che gli diamo e rispondono con le nascite dei loro frutti per noi".

Qual è il segreto per aver un bell'orto (sia vero che online)?

"Le mie piante crescono rigogliose, le curo, ma me le accarezzo e ci parlo anche! Tanti come me hanno provato a coltivare qualcosa per la prima volta durante il lockdown e nel gruppo ci sono proposte per tutti, non solo idee per chi ha un vero e proprio giardino ma anche progetti per orti da balcone o piante in vaso".

Che cos'altro si può trovare sul gruppo Il mio e il tuo orto?

"Gli iscritti condividono le proprie esperienze. Ci sono persone più esperte e altre che come me si cimentano con la coltura di frutta e verdura per la prima volta. Attraverso la pagina ci si scambiano suggerimenti su come piantare e far crescere le piante al meglio, ma anche su come realizzare prodotti naturali e gustosi piatti utilizzando il proprio raccolto".

Secondo lei coltivare l'orto può essere piacevole anche (e forse soprattutto) per chi vive in città?

"L'orto è un formidabile anti stress. Il contatto con la terra e la natura riesce a liberare e svuotare la mente. Messe sul balcone le piantine giuste si riescono a vivere emozioni incredibili. E questo naturalmente vale anche per i milanesi. Ad esempio i pomodori danno molta soddisfazione e non hanno bisogno di spazio, possono crescere anche in un vaso in balcone. Quando vedi spuntare il primo pomodoro, poi, ti dimentichi di vivere immerso nella frenesia cittadina".

Quello dell'orto diventerà per lei un vero e proprio lavoro?

"No, per me è solo una distrazione. Mi piace consumare ciò che produco e anche regalarlo agli amici. Sicuramente amo troppo l'attività dell'orto e non la abbandonerò, ma a settembre spero di trovare un nuovo impiego. Per 11 anni ho lavorato in un café di corso Magenta e prima del lockdown in un altro locale in zona Navigli. Però sono molto felice di questa esperienza: ho creato il gruppo per regalare un momento di leggerezza nel momento più duro dell'emergenza e le persone hanno risposto bene".

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